A Foggia norme antiprostituzione: multe da 100 ai 500 euro per i recidivi

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Tempi duri per gli amanti del sesso da strada, il Comune di Foggia vuole porre fine alla prostituzione fornendo dei dettagli ‘anti’.

“Fino al 31 gennaio 2015  è vietato a chiunque, sull’intero territorio comunale, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, offrire o richiedere prestazioni sessuali a pagamento. È quanto disposto dall’ordinanza sindacale numero 26 del 31 luglio 2014.

La violazione si concretizza con qualsiasi atteggiamento o modalità comportamentale, compreso l’abbigliamento, che manifesti inequivocabilmente l’intenzione di adescare o di esercitare il meretricio e con l’avvicinare le persone richiedendo e o concordando prestazioni sessuali a pagamento o appartandosi al fine di porre in essere la condotta.

Coloro che si apprestano ad usufruire delle prestazioni delle esercenti attività di meretricio su strada sono, spesso, indotti ad un’imprudente condotta di guida, costituita da arresti improvvisi, manovre repentine o fermate prolungate che generano situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica e per la sicurezza urbana e della circolazione stradale urbana ed extraurbana”.

Sono previste sanzioni salate per coloro che vorranno trasgredire, a tal proposito dovrà sborsare 100 euro non solo chi è alla ricerca di attimi di passione ma anche chi svolge l’attività. Coloro invece che risulteranno fedelissimi, già dalla seconda violazione la multa da pagare sarà di 500 euro. Insomma delle sanzioni abbastanza pesanti per chi risulti essere recidivo. Si spera che queste norme possano placare questo fenomeno che oltre a disturbare la quiete pubblica, reca danni igienici-urbani.

Inoltre per le persone ‘addette alla strada’, atte alla prostituzione, vittime di violenza o di grave sfruttamento quindi  in stato di particolare disagio, saranno avviati programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero.

Orsola Tasso

1 COMMENTO

  1. Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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