Università, si conclude il caso dei test truccati nel 2007

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Il 4 e il 5 settembre 2007 la Guardia di Finanza smascherava una vera e propria organizzazione che falsava i test d’ingresso universitari, a capo il 69enne Marcantonio Pollice, biologo ed ex docente di liceo in pensione, aiutato dalla moglie Paola Favaretto, dal figlio odontoiatra Giulio, dal ginecologo e consigliere comunale di An Giuseppe Varcaccio, dal professor Maurizio Procaccini, direttore della cattedra di odontoiatria di Ancona, dal tecnico informatico Francesco Avellis, da Emanuele Valenzano, padre di uno dei candidati, e da Francesca Romana Pirrelli, reputata la ‘mente’ dell’organizzazione.

Una vera e propria associazione a delinquere che adottava un semplice meccanismo: i candidati inviavano loro le domande dei testi ministeriali via sms, nello stesso modo gli veniva fornita la risposta. Tra i partecipanti al test d’ingresso anche qualche falso candidato pronto a dare una mano ai concorrenti paganti, stando alle indagini Pollice guadagnava fino a 50mila euro da ogni candidato che superava la prova.

Ora anche lo stesso biologo, ai domiciliari per una sola settimana nel 2008 con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata, ha chiesto di patteggiare. Gli indagati erano inizialmente 136 ma nove genitori hanno ottenuto l’archiviazione perché ritenuti non a conoscenza della truffa. coloro che hanno raggiunto l’accordo risarcitorio con l’Università, firmato dal consiglio di amministrazione lo scorso 5 luglio, hanno avanzato richiesta di patteggiamento.

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