Scuola, addio ai corsi serali per i foggiani

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Come ha avuto inizio questa storia?
Il 26 maggio è arrivata un’e-mail dal Centro Servizi Amministrativi (Csa) in cui vengono pubblicati gli organici e autorizzate le classi per l’anno successivo. Si invitano i presidi a verificare la corrispondenza delle classi richieste con quelle autorizzate, abbiamo così riscontrato che per i corsi serali erano state autorizzate solo le classi V, chi è a metà percorso non può andare avanti. Ci siamo confrontati con le altre scuole e abbiamo visto che la situazione era identica in tutta la provincia di Foggia. Eppure nel formulare la richiesta ci siamo attenuti alla Circolare n. 21 del 14-03-2011 che disciplina la formazione degli organici, si chiedeva di formare classi iniziali in presenza di almeno 25 iscritti, nella scuola dove insegno ne abbiamo trovati 28 ma la classe non è stata autorizzata. La stessa circolare sollecitava a mantenere l’offerta formativa proposta fino ad oggi e ad evitare situazioni di squilibrio o di svantaggio tra le istituzioni scolastiche, con questi tagli non sarà così. Se intendono chiudere i corsi serali che almeno lo mettano nero su bianco.
Com’è stata giustificata dal Provveditorato questa scelta?
Hanno detto che bisognava far quadrare i conti, gli adulti non hanno diritto allo studio e che quindi era più logico tagliare le classi serali e non effettuare ulteriori tagli a quelle del mattino. Eppure l’articolo 34 della costituzione stabilisce che lo studio è un diritto di tutti, quindi anche per gli adulti.
Qual è stata la vostra reazione a questa risposta?
Dopo aver discusso con i funzionari del Provveditorato foggiano abbiamo costituito un gruppo su Facebook, abbiamo ottenuto un primo incontro a Foggia durante il quale siamo riusciti a far ripristinare anche le classi quarte, ora anche chi ha superato il terzo anno può continuare gli studi, ma non basta. Siamo stati a Bari dove abbiamo incontrato il Direttore Generale dell’U.S.R. per la Puglia, Lucrezia Stellacci e l’assessore regionale al Diritto allo studio, Alba Sasso, che ci hanno confermato che i tagli sono quelli. Ogni Regione ha avuto dal Ministero un numero di classi da tagliare, ma in Puglia la divisione è stata iniqua penalizzando il foggiano a cui, rispetto alle altre province, è stato dato un numero molto più alto di classi da eliminare. Abbiamo organizzato alcune manifestazioni di piazza, parlato con il consigliere regionale Pino Lonigro e con la senatrice foggiana Colomba Mongiello. Ora aspettiamo una risposta dal Provveditorato, nel frattempo con il sindacato Gilda abbiamo già raccolto le documentazioni e inoltreremo un ricorso al Tar.
Spesso i corsi serali non hanno una buona reputazione, può dipendere da questo la scelta di eliminarli?
I corsi serali svolgono un contributo sociale, l’età degli iscritti si è via via abbassata, nelle nostre classi ci sono molti ragazzi che hanno lasciato gli studi, persone che hanno perso il lavoro e tentano di riqualificarsi. Non sono persone di serie B, molti dei nostri alunni si sono diplomati con il massimo dei voti, si sono laureati. Si dice che ai serali non si faccia niente, non è così, si tratta di persone fortemente motivate che decidono di studiare nonostante gli impegni di lavoro e famigliari, non è un diplomificio. Noi forniamo al ragionamento, l’obiettivo è permettere loro di aprire un giornale e capire cosa c’è scritto, riteniamo che i serali siano una risorsa anche perché tolgono i ragazzi dalla strada e città come le nostre con un alto tasso di delinquenza non possono farne a meno.
Quanti studenti con questi tagli vedono leso il proprio diritto allo studio?
Si tratta di circa 600-700 persone in tutto il foggiano.
Com’è la situazione nelle altre province?
Fino a poco tempo fa soltanto la provincia di Foggia era stata privata dei corsi serali ma il 16 giugno anche alcune province della Sardegna hanno subito la stessa sorte. Loro avevano ottenuto l’autorizzazione a formare classi per i corsi serali, poi quest’autorizzazione è stata ritirata e adesso hanno solo classi quinte. Anche loro si sono uniti e appoggiati al nostro gruppo per unificare la protesta. I tagli sono avvenuti in tutta la scuola italiana di ogni ordine e grado e di ogni città e regione, ma da noi e in Sardegna non si può parlare di tagli, bensì di annientamento, di interruzione di pubblico servizio.
Avete formulato una proposta alternativa al taglio dei corsi serali da presentare alle istituzioni?
No, nessuna. Alcuni di noi hanno pensato di offrire lezioni gratuite agli studenti perché possano presentarsi all’esame di Stato come privatisti ma l’offerta non sarebbe la stessa: niente laboratori, programmi ridotti, orari ridotti.
Questa la situazione degli studenti dei corsi serali, qual è la sorte degli insegnanti?
Alcuni di noi ora sono in sovrannumero, saranno collocati in altre scuole. Diverso per i precari, loro rischiano di passare l’anno a casa.

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