Anche gli avvocati possono farsi pubblicità

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Da oggi anche gli avvocati possono farsi pubblicità sui mezzi pubblici, compresi gli autobus. Lo ha stabilito recentemente il Consiglio Nazionale Forense in un suo parere. Infatti, secondo il CNF, tanto la nuova legge professionale quanto il codice deontologico, non vietano tale comportamento.  (in tal senso  CNF parere n. 12 del 26.03.2014).

Pertanto, a partire da oggi in poi, sugli autobus, insieme alle immagini di deodoranti e delle camere di albergo, di massaggi e di ristoranti giapponesi, troveremo anche le indicazioni degli studi legali. Ma attenzione: per gli avvocati non bisogna mai parlare di pubblicità, ma di “messaggi alla clientela”. Anche se la sostanza non cambia.

Il CNF, in particolare, ha affermato che è lecito noleggiare uno spazio pubblicitario sulla superficie di un automezzo indicando il logo ed i recapiti dello studio professionale. È tutto. L’esposizione della comunicazione, infatti, dovrà comunque rispettare forme ‘light’ e non aggressive.

In altre parole, non deve far affidamento su frasi ‘suggestive’: e pertanto non può far riferimento a ‘prezzi stracciati’, al tipo e numero di clienti gestiti dallo studio, né la fotografia potrà contenere ambienti presi in prestito da archivi fotografici e, quindi, ritraenti luoghi diversi da quello effettivo dello studio legale. Queste precisazioni sono state fornite, nel corso di tutti questi anni, dalla giurisprudenza venutasi a formare su questo delicato capitolo.

La nuova legge professionale ha ribadito per gli avvocati il principio di una tendenziale libertà di ‘informare’ nel modo più opportuno la potenziale clientela. Anche il nuovo codice deontologico, in corso di pubblicazione, supporta tale possibilità, nella parte in cui afferma che è consentita “l’informazione sulla propria attività professionale, sull’organizzazione e struttura dello studio, sulle eventuali specializzazioni e titoli scientifici e professionali posseduti”.

 Ebbene, secondo il parere appena pubblicato, tutti tali dati possono essere diffusi “con qualunque mezzo”. Quindi anche attraverso internet e il sito dello studio legale (cosa che peraltro, già prima del parere, tutti i legali facevano).

Il messaggio pubblicitario sugli autobus – così come qualsiasi altra pubblicità degli avvocati – dovrà limitarsi a indicare l’oggetto dell’attività professionale,la natura ed ai limiti dell’obbligazione professionale, l’organizzazione dello studio e le eventuali specializzazioni e titoli scientifici e professionali posseduti.

L’informazione inoltre deve essere trasparente, veritiera, corretta e non deve essere comparativa con altri professionisti, equivoca, ingannevole, denigratoria o suggestiva.

avv. Eugenio Gargiulo

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