Foggia, brillanti professionisti sul lastrico

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E’ questa la situazione  che ‘fotografa’ la triste realtà attuale vissuta quotidianamente da moltissimi laureati italiani, spesso abilitatisi in professioni un tempo dignitose, come l’avvocatura, ed oggi diventate quasi un ‘fardello’ a causa della mancata possibilità di trarre da esse una fonte adeguata di reddito.

La crisi economica che attanaglia il nostro Paese ha soprattutto avuto un riflesso deleterio su quelle che erano un tempo le cd. ‘professioni nobili’ come l’avvocato o il commercialista, mettendo letteralmente con le spalle al muro principalmente quei giovani, appena affacciatisi alla professione,  impossibilitati a far fronte alla concorrenza rappresentata da quegli studi già avviati da tempo, che hanno avuto maggiori possibilità di ‘ammortizzare’ gli effetti negativi prodotti dall’attuale situazione di stallo economico in cui versa l’Italia.

La conseguenza pratica di quanto sopra analizzato è che attualmente decine di migliaia di giovani liberi professionisti vivono pressocchè sulla ‘soglia della povertà’, impossibilitati a percepire un minimo di reddito che consenta una sopravvivenza decorosa.

Un tempo essere avvocato o commercialista implicava tutta una serie di vantaggi e gratificazioni che, allo stato attuale, rappresentano solo un miraggio per quei giovani professionisti che si affacciano alla libera professione.  

Una testimonianza rabbiosa di quanto affermato la fornisce l’avvocato foggiano Eugenio Gargiulo, già noto alla cronache nazionali per essere stato definito dalla ‘Google Zeitgeist’, il legale italiano “numero uno” del web: “Ormai noi giovani avvocati, con le spalle non coperte, dobbiamo sopravvivere con un pugno di euro al giorno, frutto molto spesso di elargizioni gratuite dei nostri genitori, per chi ha ancora la fortuna di averli in vita!.

Pertanto la nostra esistenza si è trasformata in un’infinita serie di dolorose e spesso insopportabili ed ingiustificabili rinunce, come potrebbe essere definita l’impossibilità per molti giovani professionisti di sposarsi e di acquistare una casa.

Ma oltre a queste insopprimibili esigenze di vita, vanno aggiunte anche una serie di ulteriori altrettanto dolorose rinunce  come sono quella di poter possedere un’autovettura non dico di lusso ma, quanto meno, decorosa e non di terza mano. O ancora potersi concedere, ogni tanto, qualche serata in pizzeria o al cinema. Perfino fare dello sport, andando in palestra o affittando un campo da tennis o da calcetto, diventa una ‘chimera’ irraggiungibile se si è costretti a vivere alla giornata con una decina di euro, o poco più, in tasca al giorno”.

E la rabbia monta a dismisura se si pensa a i sacrifici fisici, psichici ed economici, affrontati per potersi laureare e successivamente conseguire l’abilitazione ad una professione. Se solo lo si fosse saputo prima, il tempo e l’energia sarebbero state impiegate nell’imparare professioni meno nobili, ma certamente più redditizie, in quanto manuali, come l’elettricista, l’idraulico, o il muratore.

Ed invece bisogna assistere quotidianamente allo scempio di giovani brillanti liberi professionisti che spesso non hanno nemmeno i soldi per poter sostenere le spese mediche di un dentista! Se questa è l’Italia, allora vale la pena essere un cittadino dello Zambia!

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