“De Cosmo e Giannatempo hanno ucciso l’Audace Cerignola”: lo sfogo di un tifoso

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Cento anni di storia buttati nel fango, 100 anni di battaglie sui campi di tutta la Puglia e fuori, 100 anni di sacrifici da parte di tutti quelli che amano il calcio a Cerignola: avete bruciato la nostra maglia giallo azzurra! Avete infangato il ricordo di tutti i calciatori che l’hanno indossata e che ora non ci sono più. Bellapianta, Campaniello, Corallo, Maselli, Bordetto, Zitolo, Famiglietti, Colucci, Lombardi, Cioce, Cardini e tanti altri. Gente che ha indossato la maglia con onore, per un tozzo di pane.

Avete fatto piangere un paese intero. Avete fatto piangere tutti i tifosi. Avete annullato i sacrifici di tanti presidenti: Pedone, Pavoncelli, Pichiarelli, Valentino. Avete buttato via gli sforzi di allenatori come Giancaspro, Paciello, Conte. Quel che avete fatto voi non era mai successo.

E Voi, signor sindaco Giannatempo, cosa avete fatto? Niente come al solito.Non avete impedito al vostro socio De Cosmo di non iscrivere la squadra al campionato di Eccellenza. De Cosmo non iscriveva la squadra e Voi? Nulla! Anzi, andavate in giro a garantire l’iscrizione alla Eccellenza e a dare sicurezze per la serie D.

Le colpe sono vostre: De Cosmo e Giannatempo hanno ucciso l’Audace Cerignola Calcio. E Cerignola sportiva non lo dimenticherà mai. Io, Tonino Daniello, tifoso dell’Audace ho partecipato al corteo dei tifosi indossando la maglia numero 9 di Cioce, centroavanti del Cerignola che nell’85 vinse il campionato. Quanto a quella signora impertinente che, ascoltando i cori dei tifosi giustamente esasperati proprio nei riguardi di un “suo caro”, ha avuto a dire che “quando la volpe non arriva a l’uva, dice che è rancida”.

A questa signora dico: “Sia soddisfatta”. La ‘volpe’ con cui Lei divide la casa, l’uva se l’è mangiata tutta. Sono 2 i modi di intendere il calcio. Uno come me, lo ama e ci sta male e va ai cortei. Uno come suo marito il calcio lo usa, si mangia l’uva e ammazza l’amore, la passione di tanti di noi. Ma noi non lo dimenticheremo. E non è detto che la volpe trovi sempre uva da mangiare. Una volta o l’altra la volpe finirà, infallibilmente, in pellicceria.

Tonino Daniello

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