Cerignola, contro le farmacie rapine e burocrazia

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La crisi impellente accentua la tristezza dei cittadini che guardano il futuro con la paura di perdere la libertà. I furti e le rapine richiedono una maggiore riflessione da parte delle Istituzioni che non riescono a debellare un sistema obbrobrioso, divenuto una regola ordinaria per l’addestrato delinquente che riesce, in un minuto, a mettere al muro il lavoratore e fuggire per godersi l’effetto del bottino.

Tutto questo avviene ovunque, ma le rapine nelle farmacia sono diventate una ossessione, non più tollerabile da un professionista, costretto a fare un servizio pubblico, giorno e notte, senza avere protezione. La necessità di ricorrere alla guardia giurata, nel momento del lungo servizio comporta una spesa pesante ,che, aggiunta alle diverse trattenute dalla Asl, alle pesanti tasse  e ad una serie di spese riguardanti il personale e quant’altro, mettono a dura prova la possibilità di continuare un servizio importante per la salute del cittadino.

Nei tempi trascorsi si viveva in maniera decente, ma oggi molti negozi chiudono perché la gente non ha più le risorse e non spende per acquistare prodotti utili alla cura dell’immagine o quant’altro. La farmacia vive con le inconsistenti risorse della ricetta, che richiede, a sua volta sacrifici, perché pagata anche con ritardo.

Da qualche tempo, entro la prima decade del mese, le ricette vengono consegnate a Foggia negli Uffici della Usl in via Montegrappa al palazzo dell’antica Enpas. Davanti al Palazzo non c’è mai un posto libero, dove fermasi per scaricare il pacco un po’ pesante e portarlo all’ufficio predestinato.

Nell’attigua via Monte San Michele, non tanto lontano, c’è la possibilità di potersi fermare per scaricare il cartone, ma il posto è a pagamento. A questo punto c’è da raccontare una storia un po’ antipatica, ma che potrebbe correggere un sistema che esalta l’indifferenza.

Lo scorso 8 gennaio c.a alle 11,50 il marito della titolare di una farmacia di Cerignola si reca col collaboratore della medesima farmacia all’Azienda Usl e si ferma per 4 minuti circa in via San Michele (posto a pagamento). Il guidatore rimane in macchina e il collaboratore porta il pacco all’ufficio, come risulta dal documento certificato. E a distanza di quasi 2 mesi, precisamente il 15 marzo perviene al guidatore una raccomandata contenente una contravvenzione di 52,20 euro perché sostava ‘senza aver pagato corrispettivo’.

L’avviso continua affermando: ‘Contestazione immediata non avvenuta per: Assenza del trasgressore’.  Senza commentare il comportamento del verbalizzante che ha anche il compito di ‘incassare’, in assenza di altre entrate, va contestato il fatto che questo controllore non ha spinto lo sguardo dentro la macchina dove, per 4 minuti, era rimasto il guidatore, in attesa del dipendente.

Per il futuro, se le cose non cambieranno e se non si troverà un piccolo spazio dove fermare liberamente la macchina, alla farmacia resterà l’obbligo di pagare la benzina per portare le ricette, di pagare il tagliando e di sottrarre tempo al lavoro, iniziando una lunga attesa riguardante la retribuzione che non esalta una professione alla quale è richiesto sacrificio, grande dedizione e tanta pazienza.

E’ arrivato il momento di essere più attenti, di controllare chi ruba e chi usa sistemi opportunistici  per ingannare il lavoratore, quando questo signore ha ancora la possibilità di lavorare.

Elio Migliorati    

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