AssoEtica: “un marchio collettivo per l’agricoltura pugliese”

0
2

L’AssoEtica è nata ufficialmente, agli inizi del 2012, quasi, contestualmente alla esplosione delle crisi che ha messo fuori binario la crescita, riducendo il lavoro e impedendo ai giovani di guardare il futuro.

In questi  mesi  abbiamo assistito a cose raccapriccianti: imprese che hanno sospeso l’attività  negozi chiusi, fallimenti, suicidi, una vera catastrofe che ha messo il popolo in ginocchi. Mentre la gente piange, disperata, il concetto dell’opportunismo di rafforza e diventa una bandiera per tanti Italiani che vivono in un Paradiso, riservato solo agli esperti e protetti sfruttatori.

Di tanto in tanto viene alla luce qualche “marachella”: ministri sotto inchiesta, alcune Regioni impasticciate, ma il sistema rimane fermo come una roccia e alle prossime elezioni rivedremo, in prima fila, i potenti speculatori che governano l’Italia da tanti decenni. Una espressione di Craxi, durante la “ventata” di “mani pulite”, venti anni or sono, sancisce la regola di un sistema che non è assolutamente cambiato: “tutti rubano, perché solo io indagato?”.

Questo uomo onesto, perché ha detto la verità, è morto oltre i confini dell’Italia, lanciando un messaggio prezioso, ma non è stato accolto e i milioni di lire e di euro sono sempre finiti in quel “paradiso” dove vivono gli sfruttatori che emettono roboanti lezioni sul come guidare l’Italia. Dalle esperienze personali, vissute a tutti i livelli: scolastici, ministeriali, sindacali, sociali e politici è emersa una sola verità: fatti concreti e poche chiacchiere è il sogno di tanti italiani.

Questo era anche il sogno di Enrico De Nicola, di Umberto Terracini e del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, sottoscritto e divulgato il 27 dicembre 1947. Sono trascorsi 65 anni da quell’atto e gli Italiani non possono ulteriormente rinviare la necessità di restituire vitalità alla coscienze e mettere in movimento costruttivo le grandi doti culturali e intellettive di cui sono stati forniti dalla natura.

Prima di leggere i 130 articoli della Costituzione, appropriamoci, almeno, del primo articolo e faremo un’Italia più attiva, più ricca, più rispettata e più preziosa: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

L’AssoEtica sta usando ogni mezzo per creare le basi efficienti di un associazionismo operativo che metta insieme tutti le associazioni e le cooperative al fine di intraprendere un percorso unico, finalizzato al superamento della crisi e alla restituzione dei valori dovuti ai prodotti della nostra terra, riscoprendo  il trascorso della cultura, della storia e dando vita al turismo, portatore di ricchezza. 

Tutti sappiamo che il nostro grano è il migliore d’Europa, come qualità, che l’olio extra vergine non ha concorrenti, che i nostri pomodori, la frutta e gli ortaggi sono molto richiesti, che la Bella di Cerignola è ambita nel mondo, ma sappiamo anche che il produttore rischia di morire di fame e vive nella povertà.
La concorrenza, la contraffazione e le speculazioni sono le barriere che pongono limiti invalicabili e sfruttano il produttore.

Non è sufficiente scrivere articoli, fare convegni e mettersi a piangere per risolvere il problema e limitare atti di vandalismo che offuscano e inaridiscono la nostra preziosa terra; occorre essere uniti, senza alcuna pretesa di primeggiare, occorre firmare un protocollo d’intesa, come è stato già fatto tra il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e il parco regionale di Lama Balice.

Le iniziative ambientali sono determinanti per il nostro futuro  e questo protocollo può portare grande attenzione da parte dei cittadini di Cerignola, del Bacino dell’Ofanto e dei Reali Siti, senza parlare dei turisti che saranno attratti dal nostro territorio, ricco di potenzialità e di ottima cucina.

Noi dobbiamo considerare che la sicurezza alimentare ritorna ad essere l’obiettivo primario della “PAC” ( Politica Agricola Comunitaria) e la modernizzazione e la “riaggregazione” della filiera agroindustriale è strategica per aumentare e migliorare le produzioni locali, concorrere a rafforzare la tipicità del Made in Italy, competere sul mercato globale, sviluppare i mercati locali e le esportazioni  di produzione italiana di qualità.

L’ agricoltura pugliese ha bisogno di organizzazioni, di commercializzazioni, più efficienti per valorizzare l’origine dei propri prodotti e aumentare i ricavi. Questa è una storia che richiede tecnici esperti, i quali devono preoccuparsi di ridurre i costi interni ed esterni alla filiera che ammontano ad oltre l’80%.

L’obiettivo di raggiungere un accordo per avere un marchio collettivo comunitario  che certifichi i prodotti della nostra terra è il progetto essenziale espresso dall’AssoEtica e dal Consorzio Sviluppo Sostenibile Valle dell’Ofanto. L’antico detto “L’unione fa la forza” deve essere una guida preziosa e dal convegno previsto per il 28 novembre si spera venga fuori una scintilla che spinga ognuno a rifletter seriamente e redigere quel protocollo d’intesa dal quale ripartire per assicurare un  futuro decente ai giovani, alle famiglie, ai lavoratori della nostra terra.

Elio Migliorati

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here