“Scusi è questo il Comune?”. Attimi di profondo imbarazzo

0
10

“Scusi signora, è questo il Comune?” mi chiede. Alzo gli occhi ed eccoli lì: volgari ed enormi graffiti dipinti a spray sul muro di Palazzo di Città.

Abbasso gli occhi mentre le guance mi si arrossano e vedo cumuli di foglie, mozziconi di sigarette e cartacce lungo tutta la scalinata. Attimi di profondo, profondo imbarazzo. E con un filo di voce rispondo “Sì”.

È questo lo stabile rappresentativo della mia ‘bella’ Cerignola.

Rallento e do un po’ di vantaggio allo sconcertato giovanotto che guadagna l’ingresso.
Tocca a me entrare, supero la ‘fila di sbarramento’ di cittadini alterati alla porta della polizia locale e prendo l’ascensore da cui hanno tolto il cartello ‘Guasto’ (per chi ci fosse passato negli scorsi giorni), un giro in lavatrice, senza centrifuga fortunatamente, fino al terzo piano, corridoio ed eccomi arrivata.

Bene, solo 4 utenti davanti a me: 1 famiglia nell’ufficio 2 anziani seduti e una donna che passeggia nell’atrio.

Poca gente ma, si sa, i tempi non sono brevi, così io e il mio accompagnatore pensiamo bene di accomodarci.

Lui è il primo a prendere posto, si piega, si accomoda e scivola: un lato della sedia non è fissato alle gambe e la plastica, di conseguenza, si flette in avanti sotto il suo peso diventando un pericoloso scivolo.

“Tutta rotta, meno male che non si è seduto un anziano!” esclama. Già, menomale, almeno speriamo che prima o dopo di noi non si sia seduto qualcuno dai riflessi meno pronti o dalle ossa più fragili.

Si cerca un altro posto e così notiamo che tutte le sedie in plastica sono scollate, quelle in tessuto sporche da far paura e tra tutte troneggia una ‘zoppa’ con 4 gambe storte e disuguali. Sarà così che l’Ufficio Acquedotto procura lavoro all’Ufficio Contenziosi, manco non ne avessero abbastanza.

Ci affrettiamo a spostare le pseudo sedie inutilizzabili nell’atrio per evitare che altri cadano mentre l’imbarazzo continua tra i commenti negativi dei presenti.

Cavolo è la mia città, azzoppata, sporcata e rotta. Su social e giornali rimbalzano foto e commenti di un paese al limite del vivibile ma questi non si accorgono nemmeno delle sedie che hanno sotto il sedere!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here