L’Italia che vince e quella che… dove sta?

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Avevo letto sui web sportivi del nostro Settebello sul podio e ieri Alonso dei miracoli in Formula 1. Come potrei descrivere l’impresa di Nibali: ‘le roi’ su due ruote? Tutto, e sicuramente molto di più sfuggito alla mia attenzione, in questo mese estivo travestito d’autunno.

Mentre mi commuovo a pensare ai tanti sacrifici a cui gli atleti devono sottoporsi per rimanere vigili e preparati in quelli che vengono definiti sport minori (ma minori di chi? di cosa?), immagino, se pur solo lontanamente, le fatiche anche delle famiglie per garantirgli la possibilità di coltivare queste passioni, con le rinunce a tutto quello che una vita da adolescente richiede e significa.

Niente foto in discoteca mentre si dimenano sulla pista o copertine di giornali con pagine e pagine interne dedicate ai loro amori, divorzi e tradimenti eccellenti. Nessun mercato aperto o chiuso a suon di milioni, con trasferimenti da una parte all’altra del mondo con Club che si contendono i loro nomi.

Non ho ancora visto nessuno di loro ammaliare il pubblico in spot più o meno probabili, ammiccare alla telecamera o all’obiettivo per convincerci della bontà del prodotto sponsorizzato.

Nessuna wags o habs (perché solo mogli e fidanzate? È ora che si parli di mariti e fidanzati delle campionesse), per loro forse solo l’eccellenza e la straordinarietà di una normalità che ha l’antico sapore delle cose genuine, come il ragù della nonna…

Passione…. L’unico motore che può aver spinto tutti questi ragazzi ad andare avanti nonostante la magra paghetta rispetto a sport di altra tiratura. Ma con tutte queste immagini nella mente e nel cuore di una Italia atletica che soffre e vince, mi chiedo (a poche settimane dalla fine dei Mondiali di calcio), ma Balotelli chi???

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