Da Foggia a Lecce, cittadini alle prese con stangata Tasi

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La Tasi è una tassa entrata in vigore nel corrente anno e porta con sé una peculiare novità, forse alquanto speculativa: il soggetto passivo (contribuente) è non è solo il proprietario a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa la prima abitazione, ma anche l’inquilino. La legge prevede, infatti, che nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal proprietario, entrambi sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante dovrà versare solo (si fa per dire) il 10% del totale e al proprietario il restante 90%.

Il termine ultimo per pagare la Tasi era stato fissato per giugno 2014 in tutta Italia, poi, a seguito di ritardi negli adempimenti da parte di alcune amministrazioni comunali (tra cui figurano anche Foggia, Bari, Lecce e Brindisi), lo stesso è stato prorogato al 16 ottobre prossimo.

A Foggia l’aliquota Tasi per il 2014, sulle abitazioni principali, è stata fissata al 3,3 per mille, con detrazioni di 200 euro, mentre su seconde case e immobili commerciali al 10,6.

I misteri della politica, però, sono dietro l’angolo. Infatti, secondo previsioni, la Tasi costerà di più per chi abita in case popolari e meno, paradossalmente, per chi vive in abitazioni di pregio.

Esempio: un’abitazione principale con una rendita di 350 euro, 2 anni fa avrebbe pagato 35 euro di Imu, ora, invece, con la Tasi ne pagherà 59. ‘Sorridono’ un po’ di più, invece, i brindisini. A Brindisi, infatti, la Tasi è la meno cara d’Italia, con un’aliquota di 1,5 per mille.

Una tassa, dunque, che ‘affonda’ proprietari e inquilini, una tassa spietata che non fa altro che alleggerire le tasche degli italiani, oramai sempre più crisi. La cinematografia mondiale ha prodotto solo un film dal titolo ‘La Stangata’, la politica italiana, invece, ‘inventa’ una stangata al giorno, in barba alle disattese promesse di diminuzione della pressione fiscale.

Tommaso Lamarina

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