Militari liberano strade a Peschici e Rodi. Confedilizia: “ripensiamo difesa idrogeologica”

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Per il terzo giorno consecutivo gli uomini dell’Esercito continuano ad
operare nei comuni di Peschici e Rodi Garganico a favore della popolazione colpita dal dissesto idrogeologico che si è abbattuto sul Gargano nella notte di sabato.

Dall’inizio dell’emergenza i militari dell’11° reggimento genio guastatori di Foggia, della Brigata Pinerolo, oltre a concentrarsi sul ripristino della viabilità sulle arterie principali e secondarie dell’area, hanno raggiunto e ripristinato la viabilità a favore di 17 famiglie rimaste isolate.

Raggiunti anche un residence ed un camping ove alcuni turisti erano rimasti intrappolati dal fango e dai detriti. Grazie all’impiego delle idrovore, sono state liberate dalle acque alcune abitazioni private per consentire il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni.

Sono continuate inoltre le attività di ripristino degli argini dei canali di scolo delle acque. Intenso anche l’impegno profuso nel comune di Rodi Garganico, nel quale gli uomini dell’Esercito hanno ripristinato la viabilità liberando dal fango e dai detriti la Strada Statale 89 nel tratto che collega il paese con la località San Menaio.

Queste attività a supporto della popolazione rientrano tra le competenze istituzionali dell’Esercito che, anche grazie all’impiego dei reparti del genio ad elevata connotazione ‘dual use’ (capacità di cooperare con le autorità civili a
favore della cittadinanza e quella operativa espressa nei teatri operativi), riesce ad operare da sempre a favore della comunità nazionale in caso di pubbliche calamità.

Intanto le diverse istituzioni locali avanzano proposte per risollevare le sorti dei territori colpiti, tra questi il presidente provinciale di Confedilizia, Franco Granata, che sottolinea come il dramma del Gargano impone, nel rispetto delle vittime e di quanti hanno perso tutto, una seria riflessione sulla difesa del suolo.

“Il sistema della difesa idrogeologica deve rispondere a un criterio unico e a direttive uniche: va ripensato. I Consorzi di bonifica rappresentano un sistema dispersivo, incoerente, costoso. Le loro competenze sulla pretesa difesa degli immobili urbani e dei territori vanno trasferite, unitamente alla relativa imposizione tributaria, da rivisitarsi in contraddittorio con le parti sociali.

S’impone una seria Commissione d’inchiesta sulle responsabilità consortili per il palese dissesto di cui il territorio è vittima. Occorrono misure immediate e tangibili per sostenere i proprietari d’immobili e le imprese che hanno subìto pesantissimi danni, e poi assicurare infrastrutture e viabilità e mettere in sicurezza il territorio.

Va ripensata la politica della Regione Puglia sui Consorzi di bonifica, con spese che all’evidenza risultano improduttive. Confedilizia sostiene la richiesta dello stato di calamità naturale e propone una moratoria delle imposizioni fiscali per i soggetti colpiti dall’alluvione e per il periodo necessario. Occorrono interventi che consentano una rapida ripresa dell’economia nei luoghi colpiti dall’alluvione”.

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