Antimafia a Foggia, Confesercenti: “pulizia nelle amministrazioni”

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Il clamore suscitato dall’assalto al caveau dell’Istituto scorta valori ‘Np Service’ del commando che mise a ferro e fuoco la città di Foggia e il reiterarsi di intimidazioni e avvertimenti (con bombe ed incendi) ai danni di operatori economici, amministratori e politici, ha allertato nuovamente la commissione antimafia che farà visita nella nostra Provincia.

A parere del direttore della Confesercenti Franco Granata s’impone una riflessione sul fatto che rimane una sottovalutazione generalizzata  del fenomeno, che impedisce di far crescere la consapevolezza della classe politica, istituzioni, forze economiche, associazioni e cittadini circa l’entità delle manifestazioni criminali, necessaria per contribuire ad aumentare la mobilitazione per vigilare, contrastare e prevenire.

“I fatti dimostrano – afferma Granata – che non basta solo il lavoro di forze dell’ordine e magistratura per garantire una sempre più efficace azione di contrasto. Tutti i cittadini e le istituzioni devono operare per prosciugare la brodaglia nel quale crescono le manifestazioni criminali che una volta radicate, depredano i territori dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Ne interrompono la crescita e lo sviluppo e si interpongono tra istituzioni forze politiche, imprese e cittadini”.

Pronta anche una terapia d’urto . “Confesercenti – continua Granata – propone un accordo territoriale per la legalità con lo scopo di arginare l’illegalità diffusa nell’economia, nella società e nella politica foggiana. La sicurezza di una comunità dipende molto dai semi di legalità che vengono impiantati in essa. Spesso però non si considera che bisogna spezzare i recinti della burocrazia ed unificare tutti i percorsi della legalità. Se non si lavora in rete si è già perso in partenza. Se non si condivide non ci si rafforza e si perde tutti assieme.

Serve pensare ad un’eccezione ampia – insiste il direttore di Confesercenti Foggia -, bisogna essere convinti che maggiori condizioni di sicurezza nelle città passano anche attraverso la lotta agli abusi, alla povertà e all’indigenza. Questo deve essere uno dei compiti ‘alti’ delle istituzioni che devono saper diffondere, con l’esempio e non solo a parole, l’idea che solo proteggendo determinati valori si può affrontare la crisi sociale ed economica che sta massacrando la nostra comunità. Sollecitare il cambiamento ed il rinnovamento non può riguardare solo volti e nomi.

Per Confesercenti necessita un modo diverso di fare politica che torni ad essere un servizio pubblico, con occhi ed orecchie sempre rivolte ai cittadini ed alle loro esigenze. Bisogna riflettere sulla caduta dell’etica pubblica e di quella individuale, di una parte della classe dirigente compresa quella politica, ma anche dei rappresentanti di organismi istituzionali. Spesso chi riceve vantaggi da illegalità, abusi, irregolarità e spregiudicatezza istituzionale si ritiene un privilegiato.

La nostra collettività si è impoverita dal punto di vista morale ed ha cancellato i valori. Va ritrovato l’orgoglio e la fierezza dell’etica pubblica. All’opera assolutamente necessaria per la prevenzione dei fenomeni di illegalità diffusa, necessita affiancare azioni di contrasto in raccordo stretto con le forze dell’ordine e la magistratura. Va fatta pulizia dentro la macchina amministrativa di Istituzioni ed Enti, serve affidare a soggetti altamente qualificati, terzi e autonomi dalla politica, i controlli degli atti amministrativi”.

Per rafforzare il rispetto delle regole e della legalità, insiste la Confesercenti Foggia, sarà rilevante il contributo dell’associazionismo sano, del volontariato, della chiesa e di tutte le realtà aggregative delle diverse fasce di cittadini, per ricostruire l’etica pubblica e un nuovo sistema di valori e per avviare politiche condivise.

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