Foggia calcio, adesso ci vuole uno stadio da Lega Pro

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Se si dovesse cominciare il campionato domani, il Foggia sarebbe costretto a giocare al San Nicola, lo stadio di Bari.  Il ‘Comunale’, infatti, è attualmente omologato per soli 3.400 spettatori. Avrebbe bisogno di poco più di altri 1600 posti ulteriori per ottenere il minimo della capienza necessaria.

La struttura è tutt’altro che da buttar via, ma è rimasta sostanzialmente simile a com’era nel 1990, ai tempi della promozione in serie A (anzi, a dirla tutta, ha perduto i seggiolini che erano presenti nelle 2 curve e nel settore Tribuna Est).

È opinione ormai diffusa che il futuro delle squadre di calcio non possa prescindere dalla proprietà dello stadio nel quale queste giocano. Stadio che deve trasformarsi progressivamente da luogo di aggregazione domenicale ad impianto multifunzionale in grado di attrarre quotidianamente tifosi e cittadini (con ristoranti, musei, ecc.), allo scopo di garantire entrate sufficienti a renderlo fruibile ogni giorno ed economicamente indipendente, per garantire alla squadra ricavi addizionali.

In Italia gli stadi delle squadre di Serie A e B e Lega Pro sono di proprietà pubblica: le squadre di calcio li utilizzano a fronte di canoni di locazione che sempre più spesso sono integrati da accordi di compartecipazione per la suddivisione delle spese di manutenzione straordinaria degli impianti. L’unica squadra di serie A che ha provveduto alla costruzione del proprio stadio è la Juventus, esistono progetti presentati da altre società ( tra cui anche il Foggia) che per il momento non hanno superato la fase pre-progettuale.

Gli stadi di proprietà rappresentano una questione fondamentale per il calcio moderno l’esempio della Juventus ci mostra come il passaggio allo stadio di proprietà abbia permesso alla società un grande balzo in avanti in termini di ricavi e un rafforzamento dal punto di vista patrimoniale. Abbiamo bisogno che le società siano proprietarie degli stadi di calcio, che possano gestirli dall’inizio alla fine e non solo per poche ore la settimana e che siano responsabili della sicurezza e dei servizi offerti.

Oggi, però,  i tifosi del Foggia, i giocatori, la società, il presidente non hanno bisogno di uno stadio, seppur nuovo e moderno, ma di una cosa diversa: hanno bisogno di una casa, di un simbolo in cui riconoscersi e che sia riconoscibile, di un qualcosa che rappresenti, oltre la squadra, anche loro e la città.

Hanno bisogno di un luogo confortevole da frequentare tutti i giorni e non soltanto la domenica in occasione della partita, con bar, palestra, negozi, ristorante, con il museo del Foggia Calcio. Un luogo magico, socializzante, per tutti e dove tutti posso entrare e partecipare, dove commuoversi ed emozionarsi riconoscendosi nel simbolo e nella storia del Foggia calcio.

E quale posto migliore dello Zaccheria per realizzare la nuova casa del Foggia, un impianto ammodernato? Lo Zaccheria, lo stadio-tempio, dove a metà degli anni ’60 il Foggia si affacciò per la prima volta in serie A, dove è stata scritta la favola di Zemanlandia e dove è nata la leggenda del super bomber Nocera.

Ma come fare ad aumentare la capienza dello stadio Zaccheria e renderlo di nuovo uno stadio degno di questo nome? Non impossibile. Andrebbe seguito l’esempio del Mapei stadium di Reggio Emilia, molto simile nella sua morfologia di “stadio all’inglese” allo Zaccheria di Foggia , e riportato ad una capienza di circa 24.000 posti a sedere grazie ad un’operazione di  nuovo calcolo dei parametri per quanto riguarda le uscite della Curva Nord (settore ospiti) la cui capienza è stata aumentata fino a 4000 posti e, grazie all’altro aumento richiesto, riguardante il settore dei Distinti, portati ad una capienza di  8000 posti, realizzato mettendo in atto una zona di prefiltraggio, utilizzando transenne mobili.

Basterebbe applicare questi stessi correttivi anche allo stadio Zaccheria di Foggia, per poter riavere uno stadio moderno, comodo e funzionale , con un capienza quanto meno di 15.000 posti tutti a sedere, pronto, quindi, non solo per la Lega Pro ma , anche per una futuro auspicabile campionato di serie B.

avv. Eugenio Gargiulo

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