Stabilizzazione medici precari, che combina l’Asl Foggia?

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Alcuni di loro ci riferiscono che la causa della mancata convocazione sarebbe da ricercare, a dire della Dirigenza dell’Asl foggiana, nei criteri poco chiari delle assunzioni, o meglio nella mancanza di una omogeneità di norme valide per tutte le Asl di Puglia.

Ad oggi, l’Asl foggiana ha pensato bene di bloccare la regolarizzazione del personale medico di cui sopra, asserendo di aver chiesto alla Regione chiarimenti circa i criteri da adottare per la redazione della graduatoria.

Se da un lato alcuni medici si sono sentiti tutelati dall’atteggiamento della Asl di Foggia, poiché ritengono di voler evitare sgradite sorprese successive all’assunzione stessa, la maggior parte di loro lo contesta fortemente, posto che comunque le restanti aziende sanitarie pugliesi, hanno già provveduto all’arruolamento con contratto a tempo indeterminato, degli aventi titolo nelle proprie graduatorie.

Ma, dopo aver dato uno sguardo al cronoprogramma delle convocazioni già avvenute, viene spontaneo chiedersi come mai l’Azienda foggiana, a oltre 2 anni dalla legge di stabilizzazione e a ormai 5 mesi dal bando regionale di attuazione, cerchi ancora oggi spiegazioni e interpretazioni alla Regione.

Il tutto iniziava nel settembre del 2012 quando la Legge Regionale n. 7  statuiva la  regolarizzazione della situazione di medici  precari del 118 pugliese con determinati requisiti e che, seppur in possesso di regolare attestato di idoneità all’Emergenza Sanitaria Territoriale, rischiavano di venire esclusi dalle graduatorie per l’assunzione a tempo indeterminato, poiché non in possesso del titolo di Medicina Generale.

Intanto venivano pubblicati, come accade regolarmente ogni 6 mesi, gli elenchi delle cosiddette zone carenti, ossia postazioni in cui si assegnano le titolarità a seconda delle piante organiche vigenti.
Nel novembre 2013 anche i medici pugliesi precari ‘sanati’, secondo la stessa direttiva regionale, hanno partecipato al bando di assunzione.

Nel febbraio 2014 tali graduatorie venivano  finalmente pubblicate, ma il bando regionale presto bloccato dal ricorso al Tar di 5 medici esclusi dalla stessa.  A distanza di un mese tuttavia il Tar si esprimeva con parere sfavorevole nei confronti dei 5 ricorrenti, respingendo l’istanza cautelare in quanto comunque “i ricorrenti non si sarebbero collocati in posizione utile nella relativa graduatoria” impugnata.

Sicchè la Regione Puglia con documento del 01 aprile 2014, riattivava tutte le procedure di conferimento d’incarico per ogni Asl pugliese. Mentre le su citate Aziende si adeguavano al cronoprogramma disposto dall’assessorato alle Politiche Sanitarie, il 9 c.m. data di convocazione per i medici in graduatoria nella Asl di Foggia, senza alcuna motivazione scritta, non si rispettava l’espletamento delle procedure di assegnazione delle titolarità contravvenendo ai dispositivi Regionali.

Nel merito, l’Azienda di Capitanata è stata anche sollecitata e diffidata dell’O.S di settore FSI118 ad esibire motivazioni scritte ai medici aspiranti alla titolarità a tempo indeterminato che si son visti saltare la possibilità di firmare l’indeterminato.

La stessa O.S. ribadisce nella persona del referente regionale, dr. F.co Papappicco, che i criteri di graduazione ratificati in Comitato Permanente Regionale a fine 2013 sono stati ampliamente omogeneizzati, condivisi, trasmessi, recepiti e attuati dalle altre Aziende e che ci si aspetta che anche l’Ufficio Convenzioni di Foggia ponga immediatamente rimedio, procedendo allo stesso modo.

Luisa Migliaccio

10 COMMENTI

  1. Come al solito, la disinformazione impera quando si tratta di “giornalettismo”.
    Senza togliere nulla alla professionalità di chi ha scritto codesto articolo, si suggerisce al giornalista di raccogliere sempre le informazioni da scrivere da più fonti e non solo da una, altrimenti l’articolo e tutto il giornale, diventa “di parte” e inattendibile.
    Non so chi abbia fornito tali informazioni, ma occorre stigmatizzare alcuni punti affinchè l’articolo sia veritiero.
    1) <> Ciò è vero in parte, perchè si, il TAR respingeva l’istanza cautelare d’urgenza per i 5 ricorrenti (tra cui il sottoscritto), ma non perchè “i ricorrenti non si sarebbero collocati in posizione utile nella relativa graduatoria”. Infatti questo vale per la graduatoria della ASL BARI, ma non per quelle di tutte le altre ASL (Foggia inclusa), dove i ricorrenti si sarebbero invece piazzati in graduatoria eccome, vista l’anzianità di servizio; il ricorso è avvenuto proprio perchè l’esclusione dei 5 medici (e a seguire di altri 35 circa), valida per tutte le ASL, era ingiusta perchè i criteri stabiliti nel bando “cozzavano” con la legge nr 7, atta a stabilizzare tutti, ma proprio tutti, i medici precari, senza far riferimento a clausole inserite “ad hoc” da alcuni sindacati, in collusione con un paio di dirigenti ASL BA, per escludere una buona fetta di medici e favorire alcuni loro “protetti”. Quindi il TAR ha sospeso la decisione del “merito” e ha rinviato in autunno la pronunciazione in quanto i medici esclusi non erano in “periculum” di licenziamento perchè lavorano attualmente fino al dicembre 2014 con contratti a tempo determinato. Questo è il vero motivo del rinvio del TAR, non c’è stata alcun “parere sfavorevole”, come invece erroneamente scritto nell’articolo.
    2) Il fatto che molti medici – e non solo i primi 5 che hanno fatto ricorso – siano stati esclusi, ha visto un improvviso diaframma fra i colleghi che nella roulette russa delle graduatorie (ogni ASL ha pubblicato graduatorie diverse, con inclusi in una ed esclusi nell’altra, criteri sballati, etc…) si sono trovati titolari e gli altri che, solo per aver lavorato in postazioni non riconosciute dall’Accordo Integrativo Regionale, assegnate d’ufficio dalla ASl senza che i medici sapessero che sarebbe stato un criterio di esclusione dalla titolarità (quindi una discriminante non giustificata da nessuno), si sono visti escludere da un diritto sacrosanto e acquisito sul campo, esattamente come tutti gli altri colleghi. Però, tipico di questa Nazione, dalla lotta iniziale, che vedeva tutti i colleghi uniti per il raggiungimento dello scopo prefisso, di colpo i colleghi esclusi sono stati isolati, immolati per l’egoismo e l’avidità di pochi e disinformati da chi si è autoproclamato paladino di una battaglia personale che ha messo in secondo piano l’amicizia e la giustizia.
    Infine nessuno dice che si sta cercando di trovare una soluzione, che deve essere essenzialmente politica, affinchè tutti i medici rientrino, come di diritto sancito dalla L.R. nr. 7, nelle graduatorie e nessuno resti indietro.
    Il ricorso prevedeva lo scopo dell’abbattimento del bando e il rifacimento delle graduatorie, redatte frettolosamente (e la dimostrazione è stata la confusione in ogni ASL che ha portato la ASL FG a chiedere chiarimenti in merito ai criteri di esclusione e inclusione). senza lasciare nessuno fuori e utilizzando i criteri giusti. Ma si sa, quando uno pensa al proprio orticello non si preoccupa che quello del vicino, ex-amico, venga bruciato, l’importante è pensare al proprio…e se per questo fine si può utilizzare qualunque mezzo, anche la disinformazione tramite giornalisti ingenui o in malafede può aiutare…

  2. Carissimo Alessandro in questi mesi hai potuto constatare come ci siamo schierati sempre e solo dalla parte delle carte. Ciò che sta accadendo, anche in questo caso, ha dei responsabili e una conclusione. Non sappiamo se l’unica possibile. Una cosa è certa: nessuno di chi scrive per il quotidianoitaliano, in qualsiasi redazione, è ingenuo o in malafede. Prendiamo atto delle tue precisazioni e aspettiamo che la questione – se difforme da quanto scritta – venga risolta nell’unico modo possibile: come previsto dalla legge.

  3. Caro Antonio, all’inizio della trama di questo film horror, ti ho invitato a sentirci per farti capire la questione secondo l’altra campana, così per completezza e onestà intellettuale, ma non ho ricevuto alcuna richiesta di incontro. Non che l’impegno dei giornali in tutte queste questioni sia essenziale, visto che per esperienza personale (sono avvezzo ad altre situazioni del genere nei miei 23 anni di laurea e di lavoro presso questa ASL idiota e inqualificabile), l’interessamento della carta stampata non è mai servito a nulla, perfino quella più autorevole e accreditata a livello nazionale. La gente è assuefatta alle polemiche, alle lotte, alle proteste e ormai non legge nemmeno più gli articoli.
    I responsabili dello sfacelo non li leggono perchè anche loro sono abituati a ricevere critiche sui fronti più disparati, figurati se chi, in mala fede, ha creato ad hoc questo casino si preoccupa che uno sparuto gruppetto di medici vuol far valere i propri diritti. Se ne disinteressano i colleghi stessi, Presidente dell’Ordine in testa, figurati la popolazione…Se ti va di ascoltare anche la campana degli altri, quelli esclusi, sai dove trovarci. Altrimenti, auguri per la continuazione della tua attività di informazione…incompleta….

  4. La stupidità che partorisce il commento “ciao….GUFETTO CHE GONGOLA!” è il risultato della divisione che Alessandro ha appena descritto, orchestrata ad arte da una parte di colleghi che ha chissà quale interesse o chissà quale rancore nei confronti di chi tenta di rivendicare il proprio DOPO AVERCI MESSO LA FACCIA senza danneggiare alcuno (i posti disponibili sono sufficienti per tutti). Concordo su tutta la linea con il Collega Cicoria, e non potrebbe essere altrimenti visto che sono uno dei medici esclusi (se ne contano 44 almeno in almeno una delle 6 ASL, dei quali alcuni perfino tra i presuntuosi vantanti aventi diritto), nonché uno dei 5 orgogliosi ricorrenti. Aggiungo solo che NEANCHE LA ASL BAT HA ANCORA CONVOCATO per la assegnazione degli incarichi vacanti, ma non credo abbia ricevuto il pomposo atto di diffida, probabilmente perché gli unici tre posti messi a disposizione in quella ASL non rischiano di metterci dentro. A questo punto suggerisco alla stampa, compresa questa testata, di documentarsi sui motivi reali dell’accanimento, contro chi è stato fatto fuori, da parte di zelanti personaggi autoproclamatisi rappresentanti sindacali senza alcun mandato elettivo, che continuano a premere sulle Asl con più disponibilità di posti vacanti (FG e TA, quest’ultima dopo l’assegnazione ha lasciato 10 posti ancora vacanti), diffidando e minacciando azioni legali (stavolta pagate da chi?! …da nuovi ignari di qualche nuova procedura ad opponendum?! …qualcuno potrebbe anche aprire gli occhi!): forse vogliono impedire agli esclusi di poter rimettersi in carreggiata con azioni giuridiche ancora in corso o appena iniziate, forse devono dimostrare di non avere mostrato invano foto di un trionfo di cui non hanno merito, ma che li macchia per sempre per essersi venduti al miglior offerente pur di ottenere il “tanto agognato posto di lavoro a tempo indeterminato”, o forse brucia loro l’immediato abbandono di quello stesso sindacato da chi si è reso conto di essere stato tradito dopo esserne stato il più accanito sostenitore. Il mondo è piccolo e prima o poi ci si rincontra: alcuni abbasseranno lo sguardo, altri verranno semplicemente ignorati pur essendo “non solo i più forti ma anche i migliori” perché avranno dimostrato di essere i più meschini oltre che i più indegni!

  5. Il mio personale impegno a favore dei Colleghi regionali come me “precari” fino a qualche giorno fà e dei restanti e futuri credo sia testimoniato e incontrovertibilmente documentato. Riferimenti più che oggettivi sono stati sempre da me documentati e pubblicati sulla pagina FB “Medici Precari 118 Puglia” del quale sono fondatore e amministratore. Federazione Sindacati Indipendenti 118 è stata ideata a livello nazionale dal sottoscritto. Nascava infatti un anno fà una costola di FSI-USAE dedicata al settore dell’Emergenza-Urgenza. In pochi mesi trovava questa nuova realtà sindacale faceva breccia in diverse Regioni d’Italia. La nostra sigla non è firmataria di contratto collettivo nazionale di lavoro per la categoria Medici ma in quanto indipendente sempre e solo disinteressatamente schierata dalla parte degli stessi, aperta a dar loro voce; non prende però parte alla fase decisionale ed esecutiva dei Comitati Permanenti Aziendali e Regionali. A queste sessioni partecipano solo le Parti Pubbliche e le OO.SS. storiche firmatarie di contratto nazionale. La vicenda illustrata dalla giornalista Migliaccio è dettagliata e a mio parere minuziosamente aderente alla realtà documentale. I saltafossi che qualcuno crede di poter utilizzare per screditare il sottoscritto, i Sindacati, le istituzioni e forse la stessa Magistratura ed i giornalisti, propalando motivazioni prive di costrutto documentale, esiteranno miseramente. Per completezza d’informazione, in data odierna una delegazione di FSI in Regione ha appreso che gli uffici responsabili dei procedimenti in esame hanno ribadito e confermato ai vertici della ASL FG, i criteri già adottati per il conferimento delle titolarità ormai espletati nelle altre Aziende Sanitarie. Un CPA odierno avrebbe indi valutato di attuare le disposizioni inequivocabili e mandatorie della Regione.

    F.sco Papappicco FSI 118

  6. “…come me “precari” fino a qualche giorno fà…”?!
    “…fatta salva ogni ulteriore determinazione riveniente dalla definizione del giudizio di merito PENDENTE innanzi al TAR PUGLIA-SEZ. BARI r.g. 174/2014”!!!
    È sufficiente come “costrutto documentale” o serve altro?
    A me sembra invece che finirà miseramente smascherato l’espediente di aver trascinato molta gente inconsapevole in questa brutta storia, che farà solo vittime, per il gusto di affermare e mostrare un ego smisurato inadatto a meritarsi l’appellativo di leader: il discredito non è opinabile, ne è testimonianza l’amarezza di qualche Collega (più di uno!) che pur avendo firmato già il contratto a tempo determinato ha l’amaro in bocca per avere la sensazione spiacevole del “mors tua vita mea” tra persone con cui si è condiviso molto più che un percorso lavorativo. E sull’impegno “personale” lasciamo perdere, tanto ognuno degli individui coinvolti in questa storia fin dall’inizio ha una memoria che non potrà cancellare. Ma magari mi sbaglio…

  7. Le postille in autotutela che le Aziende Sanitarie hanno apposto sui contratti a “tempo indeterminato” (fatta salva ogni ulteriore determinazione riveniente dalla definizione del giudizio di merito PENDENTE innanzi al TAR PUGLIA-SEZ. BARI r.g. 174/2014) sono atti dovuti che personalmente abbiamo fatto valutare agli Uffici Legali della Regione e delle Aziende a garanzia dei procedimenti espletandi, negli interessi legittimi delle Aziende, dei ricorrenti tutti e degli assunti. Chiunque recandosi in ASL può richiedere l’accesso agli atti delle 2 precedenti stabilizzazioni e verificare che pure allora furono assunti Medici con le stesse identiche postille in calce ai contratti, in virtù di ricorsi del tutto sovrapponibili a quelli odierni. La propensione di qualche Collega – rimasto momentaneamente fuori dalla possibilità di diventare titolare a causa della spiacevoli conseguenze poste in essere da decisioni di CPR note – a tentare di interpretare atti giuridici e formule proprie della burocrazia è comprensibile, ma tende a distorcere la percezione di cosa sia veramente il potere e la burocrazia e di come operi, in modi che sono senza dubbio autoreferenziali e che, al tempo stesso, non riconoscendo la cecità strutturale, diventano di fatto essi stessi forme di cecità strutturale. La famosa legge di Murphy sulle burocrazie riportata da Bloch asseriva che “se qualcosa può andar male, lo farà in triplice copia”. Orbene, posto che personalmente ho sempre esortato alla lotta sindacale “per strada” , allo sciopero, alla protesta – chi adesso si lamenta di aver scelto altre strade per rivendicare il legittimo diritto al lavoro – credo abbia aperto gli occhi troppo tardi. Scegliere di sconfiggere la burocrazia con il “ricorso” alle armi che la stessa burocrazia offre mi sembra una follia suicida. Evocare postille contrattuali che altro non sono che espressioni di uno stesso organismo che fagocita i lavoratori ma non può per sua stessa costituzione autofagocitarsi, mi appare semplicemente capzioso. I medici esclusi chiedono giustizia non regali, proprio come l’agrimensore di Kafkiana memoria chiedeva gli venisse resa giustizia dal Castello. Ma è proprio questa ad essergli rifiutata – in nome di un interminabile elenco di ragioni “amministrative” che provocano la sua indignazione : …… ” la mia esistenza è minacciata da una scandalosa burocrazia”

  8. Anch’io faccio parte degli esclusi ,che a far due conti, siamo al 50 % dei medici aventi diritto a partecipare allegato D del bando in essere per il 118. Volevo ricordare a chi ha la memoria corta e che ha più volte detto “adesso si leccassero le ferite” oppure ” non hanno i requisiti” che nessuno dei medici inclusi ha più titoli ma hanno solo avuto la fortuna di non transitare a scadenza di contratto in un PPI non AIR. Ricordo anche a questa gente, che è scomparsa dal giorno stesso della pubblicazione del bando , che anch’io come ex iscritto FSI e come ben sa’ molto attivo per le problematiche comuni dei medici precari avrei voluto assistenza anche “legale” o “amministrativa” dal proclamatosi rappresentante sindacale .Ciò non è stato possibile perché impegnato a studiare cavilli,norme, strategie e addirittura interviste che avessero più il fine di dividere che tenere unito un gruppo di colleghi che adesso, come ben ha fatto ricordare Michele Paradiso è diviso .
    Ricordo inoltre che la legge n.7 è figlia dell’impegno assunto dal Prof. Fiore verso gli ex destabilizzati dei pronto Soccorso ,vecchia legge n.40 del 2007, e non certo verso i colleghi del 118 “puri” i quali si potevano contare in meno di 10 colleghi nella ASL Bari. Non condivido affatto l’atteggiamento inquisitorio verso i 5 ricorrenti al bando da parte di tutti gli altri colleghi, i ricorsi sono un diritto e difendere i propri diritti calpestati dalle istituzioni e da altri,come farò io e gli altri 35 colleghi esclusi dalle graduatorie, è SOLO una questione di tempo. Concordo pienamente con il collega Cicoria che ha fatto notare al giornalista nonché anche al direttore della testata che prima di pubblicare certe notizie è bene che si ascolti l’altra versione dei fatti tanto per non far sembrare di essere schierato.

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