Foggia, disseccamento dell’olivo: come combattere il ‘nemico’ Rodilegno

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Da contatti informativi avuti direttamente con l’Osservatorio Fitopatologico Regionale e prevalentemente con l’acquisizione di bollettini fitosanitari emanati sempre dallo stesso Osservatorio tramite ispezioni effettuate dagli organi tecnici preposti sino a qualche giorno addietro, la situazione patologica così si presenta:

– disseccamenti estesi della chioma interessando rami isolati, intere branche e/o l’intera pianta
– disseccamenti interni del legno a diversi livelli dei rami più giovani,delle branche e del fusto
– foglie parzialmente disseccate nella parte apicale e/o marginale.

Vanno altresì evidenziate da sopraluoghi effettuati fattori di concause tipo:
– diffusi e numerosi attacchi di ‘Rodilegno'(zeuzera pyrina) non recenti, che col tempo hanno consentito una debilitazione  della pianta per mancata asportazione delle parti infestate ed oramai disseccate.
– ridotta coltivazione del terreno e conseguentemente scarsa cura dello stato vegetativo e produttivo della pianta.
– presenza di funghi lignicoli che determinano una occlusione dei vasi Xilematici (ascendenti) con conseguente limitazione della circolazione della linfa.
– presenza di un patogeno da quarantena (Xilella fastidiosa) batterio al quale potrebbe essere attribuito un ruolo primario del disseccamento.

E’ in particolare osservazione quest’ultima, (xilella fastidiosa) la cui diffusione avviene tramite diversi vettori appartenenti al gruppo dei ‘Cicadellidi’,insetti questi di piccole dimensioni, di pochi millimetri che con il loro apparato boccale pungente acquisiscono il batterio dalle piante infette e lo trasferiscono a quelle sane. Nella circolare tecnica emessa dall’Ufficio Osservatorio Fitosanitario a firma del dottor Antonio Guario, vengono riportate le misure da adottare a breve termine e quelle da adottare su piante non compromesse.

Tali misure pertanto sono da applicare per quelle zone lì dove c’è stato il maggior riscontro. La zona più colpita e pertanto circoscritta risulta essere quella del Salento. Si ritiene opportuno altresì non riportare la descrizione delle misure da adottare non essendo la nostra provincia investita da le su descritte patologie.

Da consultazioni recentissime avute personalmente con il Consorzio di Difesa delle colture intensive di Foggia, si è potuto riscontrare  per tutti gli agri della nostra Provincia, una assoluta assenza della su descritta patologia ‘disseccamento dell’olivo’ causato dalla xilella fastidiosa.

Comunque si consiglia ed in via preventiva e cautelativa di eseguire le seguenti tecniche colturali:
– effettuare continue lavorazioni di aratura (fresatura ed altre) al terreno,sia per consentire un miglioramento dello stato vegetativo della pianta con conseguente minor possibilità di attacchi da patogeni ed insetti, e sia per eliminare le erbe infestanti che possono costituire serbatoio del batterio per gli insetti vettori (Cicadellidi)
-contenere la presenza dei vettori (cicadellidi) del batterio con trattamenti i cui insetticidi sono registrati sull’olivo (dimetoato, folmet) utilizzati per il controllo della mosca olearia.
– prevenire gli stress idrici degli oliveti, con un razionale programma di irrigazione.
-razionale potatura, ma effettuata ogni anno e con particolare asportazione di rami secchi e li dove presenti branche secche , oramai compromessi-e per il danno causato dal rodilegno, sottolineo unico e solo elemento o meglio insetto a determinare il dissecamento nella nostra zona.
Comprensibile è la riduzione dei costi di conduzione a fronte della non affatto giusta remunerazione avuta dalla vendita del prodotto finale. Riduzione di costi di conduzione riconducibili alla ridotta esecuzione di arature(per l’alto costo del gasolio seppure agevolato), esercizio di potatura, non più eseguita annualmente (riferimento non in modo generale), limitati e mirati interventi fitosanitari e caso mai eseguiti pure in epoche non confacenti, limitato utilizzo dei mezzi tecnici (concimi).

Ragioni compatibili sotto l’aspetto economico, ma purtroppo non sotto il profilo agronomico. Mi son pervenute segnalazioni allarmanti (ma fortunatamente senza cognizioni di prova) di presenza di patologie di disseccamento di rami attribuite alla  xilella fastidiosa, simili a quelle provocate dal rodilegno e sicuramente a quest’ultima attribuibile.

Si prega, pertanto, di non assumere atteggiamenti di protagonismo nel promulgare notizie non fondate, ma di contro si consiglia di attingere notizie più che attendibili dal Consorzio di Difesa delle colture intensive della nostra provincia che settimanalmente con monitoraggi continui controlla il territorio e stila il Bollettino Fitosanitario di tutte le colture presenti nel nostro territorio e pubblicato sul sito www.CODIFO.it

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