Asl Foggia: a Cerignola assistenza socio-sanitaria e cure domiciliari

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Dopo accordi, discussioni, rese e incontri, finalmente il sindaco cerignolano Antonio Giannatempo e il direttore generale Asl-Fg Attilio Manfrini, hanno raggiunto un accordo che prevederà, di massima, 4 punti cardine irremovibili, che andranno estendendosi per un sempre maggior raggio d’azione.
I 4 ‘sigilli’ comprendono: il potenziamento delle cure domiciliari, la semplificazione delle procedure di accesso alla rete dei servizi socio-sanitari, la costituzione di una equipe multidisciplinare integrata in materia di affidamento familiare e adozione nazionale e internazionale di minori, la creazione di un’altra equipe sul fronte della lotta a maltrattamenti e abusi.

“E’ una intesa importante quella raggiunta in quanto ci consente di gestire in maniera più efficace rispetto al passato la variegata gamma dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali sul nostro territorio, di rafforzarli, in sostanza, migliorandone il coordinamento. Il tutto grazie alla definizione di 4 protocolli operativi, che fissano le finalità dei diversi progetti che si intende concretizzare mediante un’accurata descrizione degli interventi considerati prioritari per il raggiungimento dei diversi obiettivi”, commenta il primo cittadino con soddisfazione.

Il primo dei progetti concerne le cure domiciliari (assistenza domiciliare integrata): servizi che comprendono “un insieme di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali in forma integrata e secondo piani individuali programmati” e che hanno come destinatari persone la cui autonomia sia anche temporaneamente compromessa da uno stato di malattia o invalidità tale da comportare la perdita parziale o totale dell’autosufficienza.

Il servizio interesserà 120 utenti in situazione di bisogno socio-sanitario, residenti in 1 dei 6 comuni dell’ambito territoriale: anziani e disabili, minori e adulti in condizioni di fragilità, oppure persone colpite da patologie geriatriche, acute temporaneamente invalidanti trattabili a domicilio, cronico-degenerative, oncologiche in fase avanzata, patologie Hiv correlate in fase avanzata, patologie in fase terminale. Prestazioni, queste, che verranno garantite in una fascia oraria compresa tre le 8 e le 20 da operatori sociosanitari, assistenti sociali, personale ausiliario per prestazioni di supporto nell’organizzazione della vita domestica e di relazione, infermieri professionali, terapisti della riabilitazione e specialisti ambulatoriali.

Il secondo punto invece prevede la semplificazione dell’accesso alla rete dei servizi socio-sanitari, un altro dei capisaldi dell’accordo di programma. L’assessore ai Servizi Sociali Rosario Spione, infatti, spiega: “E’ un protocollo operativo che recepisce i contenuti dei Regolamenti per il funzionamento della porta unica di accesso e della unità di valutazione multidimensionale come definiti nelle linee guida regionali e poi adottati dalla Asl Foggia. La porta unica di accesso soddisferà le richieste dei cittadini con bisogni complessi, per facilitarne l’accesso al sistema dei servizi sociosanitari di natura domiciliare, residenziale e semiresidenziale.
L’obiettivo è arrivare a una più efficace risposta assistenziale del servizio pubblico, mediante un potenziamento dell’attività di front-office, che rappresenta il primo contatto con il cittadino, e di back-office, cioè l’inizio della presa in carico della persona”.

Il terzo punto d’intesa tra Asl e ambito è finalizzato alla costituzione di una equipe impegnata nella realizzazione di un sistema di assistenza, aiuto e tutela di minori e donne vittime di violenza, maltrattamenti e abusi: il tutto trova la sua collocazione, come gli altri interventi sopra citati, nel piano di zona 2010-2013 dell’ambito territoriale di Cerignola e nel piano attuativo locale della Asl Foggia. Assistenti sociali, psicologi, educatori professionali attueranno interventi di ascolto anche telefonico, sostegno psicosociale individuale e di gruppo, sostegno mirato all’inserimento sociale e lavorativo delle vittime.

Infine il 4° e ultimo punto cardine del programma prevederà un’equipe impegnata nella promozione di politiche per l’infanzia e l’adolescenza in merito all’affidamento familiare di minori, l’adozione nazionale e internazionale in raccordo con le leggi di settore nazionali e regionali. Tra i primi provvedimenti: l’incremento del numero degli affidi familiari, la riduzione del numero degli inserimenti di minori in strutture residenziali, la limitazione del periodo di permanenza dei minori nelle stesse strutture, l’integrazione dei minori adottati nel contesto familiare e sociale.

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