Foggia, allarme rifiuti

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“Una delle città più grandi e importanti del Sud del Paese rischia di sprofondare nelle sabbie mobili determinate dall’interruzione del sistema rifiuti che sta provocando ricadute considerevoli sull’igiene pubblica e forti ripercussioni sull’economia” scrive Enza Sacco del comitato cittadino paragonando la gravità del problema foggiano a quello napoletano che più rimbalza alle cronache.

 Secondo il neo comitato la questione è dovuta alla cattiva gestione dell’Azienda Amica, società a partecipazione pubblica di tutta la Puglia responsabile dei rifiuti nella città di Foggia, su cui già stai indagando la magistratura. L’azienda e ora sull’orlo del fallimento ed ha ridotto al minimo i propri servizi, il caldo ha reso poi la mancanza ancora più evidente e i cittadini temono ora l’allarme sanitario e sociale.

 Non possono contribuire gli enti locali a causa del loro dissesto finanziario allora i foggiani chiedono aiuto e attenzione direttamente ai vertici indirizzando la loro lettera al presidente del consiglio Silvio Berlusconi: “La invitiamo quanto prima a rendersi conto di persona della situazione prima del verificarsi di episodio spiacevoli che potrebbero pesare negativamente sulla comunità” si legge nella lettera in cui non si perde occasione per rinfacciare al governo nazionale i provvedimenti negativi subìti di recente dalla provincia del sud: chiusura della scuola di polizia, ridimensionamento dello scalo ferroviario e dell’alta velocità, disinteresse per quello aeroportuale, distrazione della decisione di istituire l’Agenzia nazionale per la Sicurezza Alimentare, una rete stradale insufficiente che frena lo sviluppo turistico ed economico.

“Nella seconda provincia d’Italia per estensione e nella patria di illustri personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese, è necessario che venga aperto un caso Foggia per dare ai cittadini, alla città e a chi la amministra, la possibilità di uscire fuori da questo pantano” concludono i cittadini.

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