Raffaele Digregorio, il professore dei valori e dell’integrazione

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Ha dedicato tutta la sua vita ai giovani, trasmettendo loro valori come il rispetto degli altri e l’onestà e strappandoli ad una condizione di marginalità sociale in un quartiere periferico e storicamente ghettizzato di Cerignola, San Matteo.

Raffaele Digregorio, scomparso nel 2013, è stato ricordato domenica scorsa in una serata a lui dedicata in Piazza Matteotti, presentata dal professor Stefano Tatullo. Una manifestazione, quella organizzata dall’associazione culturale ‘Amici del Buon Gusto’ in collaborazione con il Comune di Cerignola, che ha rappresentato un tributo all’operato dello storico docente dell’Istituto Agrario ‘Pavoncelli’, personaggio dai molti interessi e mosso da una grande passione civile.

Digregorio, fondatore e presidente per oltre 40 anni dell’Unione Sportiva San Matteo, la compagine calcistica nella quale si sono fatti le ossa numerosi giocatori locali che poi si sono fatti valere in campionati di categorie superiori, diede vita negli anni ’50 anche alla sezione territoriale del Centro Sportivo Italiano, che ha consentito a diverse generazioni di cerignolani di praticare le più svariate discipline sportive.

A lui, infine, si deve anche la nascita del Circolo Damistico, anch’esso fucina di talenti: tra i suoi allievi, quel Sergio Scarpetta che si è recentemente laureato campione del mondo di Dama Inglese e che riceverà l’applauso dei suoi concittadini il prossimo 3 settembre nel corso di ‘Cerignolani nel Mondo’.

“Ho avuto la fortuna di conoscere da vicino il professor Digregorio, avendo vissuto nel quartiere San Matteo – ha detto nel corso della serata il sindaco Antonio Giannatempo -.
L’alto valore sociale del suo impegno a favore di giovani senza possibilità è sotto gli occhi di tutti, quanto fatto da lui in una zona della città afflitta da gravi forme di disagio sociale ha ridato dignità e speranza a moltissime famiglie, e se tanti ragazzi hanno evitato di ingrossare l’esercito della criminalità, il merito è di questo professore che li spingeva a dare il meglio di sé facendo sport.

Grazie a lui e ai tanti suoi collaboratori, molti giovani hanno avuto tante occasioni per apprezzare valori come la solidarietà, la condivisione, la partecipazione, il rispetto degli altri. Un modo per dire grazie a  Raffaele Digregorio sarà intitolargli una strade nel suo quartiere, cosa che avverrà a breve”.

Durante la manifestazione, a cui hanno preso parte anche diversi allievi ed amici di Digregorio, come Roberto Cipriani, Luigi Lupo, Michele Diglio ed Angelo Labia, il presidente di ‘Amici del Buon Gusto’, Mario Massafra, ha portato al pubblico il saluto dell’associazione, fondata 11 anni fa, che annovera 250 soci e si caratterizza per avere quale scopo sociale la valorizzazione del buon gusto in tutte le attività umane: dalle arti alla scienza, all’informazione, alla cultura, alla formazione, alla valorizzazione dell’artigianato e delle produzioni locali, per arrivare al ballo, al cinema, all’enogastronomia.

Tatullo ha riassunto nel suo intervento i momenti fondamentali della storia dell’Us San Matteo (peraltro racchiusi in un libro pubblicato nel 1997, ‘I Protagonisti’, scritto dallo stesso Digregorio, ricco di aneddoti e foto) soffermandosi  sul ruolo svolto da alcuni sacerdoti cerignolani che hanno sostenuto l’opera del docente, fungendo da vere e proprie guide spirituali per i giovani calciatori e più in generale per i ragazzi del quartiere, come don Michele Leone, don Antonio Occhionegrelli, don Tommaso Dente, don Antonio Musto e don Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e per tanti anni parroco della Chiesa San Francesco d’Assisi, che, impossibilitato a partecipare, ha portato il suo saluto ai presenti e ricordato la figura di Digregorio in un videomessaggio.

“Per dare un’idea di chi era quest’uomo – ha affermato il consigliere comunale delegato alla Cultura Franco Conte – basti pensare che decise di non avere alcun legame sentimentale nella sua vita per poter accudire la sorella non vedente. Raffaele Digregorio si è sempre prodigato per il prossimo, per lui l’insegnamento era una missione, non un semplice mestiere, e concepiva come un dovere morale il dedicarsi alle persone più sfortunate.

Valori trasmessi ai suoi amatissimi ragazzi, ai quali chiedeva di essere sempre corretti in campo e rispettare in ogni occasione l’avversario, tanto che considerava prioritaria non tanto la vittoria in un campionato, quanto la conquista della Coppa Disciplina al termine di ogni torneo. Quando ho avuto l’occasione di intervistarlo per ricevere informazioni utili per le mie ricerche storiche, mi sono reso conto del suo amore per la bellezza in tutte le sue espressioni, anche artistiche.

Ha fatto tanto per Cerignola, per questo ho ritenuto doveroso dedicargli un capitolo del mio libro ‘Glorie Cerignolane’.
Era diventato anche uno tra i più importanti rappresentanti dell’arte presepiale nel nostro territorio: ogni anno realizzava caratteristici presepi, aprendo le porte della sua casa a tutti perché potessero visitarli. Nel 2000, in occasione dell’Anno Giubilare, ne produsse uno che gli valse l’attenzione dei media nazionali”.

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