Monumento Re Manfredi a Manfredonia, i giudizi della commissione

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Architetti, maestri d’arte, scultori e artisti, ingegneri e professori, questi i poco più di 25 professionisti che, singolarmente o associati in gruppo, hanno presentato le proprie proposte per il concorso di idee per un intervento artistico scultoreo architettonico intitolato a Re Manfredi.

Inizialmente 10 candidati divenuti però otto perché una proposta riportava le generalità del partecipante in calce alle stampe allegate nel plico e l’altra perché si tratta di ‘un corpo di fabbrica’ e mancano gli elementi per valutarlo ed inserirlo nella graduatoria.

Soltanto come curiosità possiamo aggiungere che parecchie delle proposte ricevute prevedevano l’utilizzo di un materiale noto come ‘cor-ten’, chiamato anche acciaio patinato, che già nel nome si spiega chiaramente: ‘cor’ sta per ‘corrosion resistance’, cioè resistente alla corrosione e ‘ten’ sta invece per ‘tensile strenght’ e cioè elevata resistenza meccanica. Una scelta dettata, con buona certezza, da queste peculiarità di autoprotezione mediante la formazione di una patina superficiale compatta.

Qui di seguito il numero della proposta ed il nominativo del soggetto proponente, nel caso di più persone è indicato con l’asterisco il nome del capo gruppo:

1. Luca Brunamonti, 2 Antonio Saporito, 3 Francesco Conoscitore, 4 De Nichilo Pasquale, 5 Salvatore Lovaglio, 6 Benedetto Tommaso, 7 Marianna Di Lauro, 8 non esaminato, 9 Lorenzo Troiano, 10 non esaminato.

Il giudizio della commissione (ing. Simone Lorussi – presidente, prof. Pasquale Caratù – componente, arch. Francesco Sammarco – componente, Andreina Andreano – segretario) sulle 2 proposte risultate vincitrici che hanno totalizzato 61 punti.

Proposta n.5 (Salvatore Lovaglio) – Il progetto affronta pienamente le tematiche riportate dal bando, si distanzia dai modelli ottocenteschi che assegnavano all’opera d’arte una ‘informazione’ esclusivamente celebrativa e monumentale, e propone un modello innovativo e contemporaneo.

Prevede la realizzazione di una statua equestre in bronzo (cavallo e cavaliere) posizionata direttamente a quota pavimento conferendole un senso di contemporaneità, nel centro della piazza ‘ridisegnata’, ovvero caratterizzata in parte, con sedute costituite da blocchi di pietra sparsi, di diverse misure e altezze, che rimandano alla fondazione della città, per poter fruire così dello spazio urbano.

Dalla relazione – In alcune sedute saranno incastonate lastre di pietra lavica ceramicata di diversi colori, che riprenderanno, come per l’illuminazione, i colori dello stemma svevo. Il colore risulterà non lucido, conferendo un effetto anticato.

L’illuminazione del monumento sarà fornita da proiettori a basso consumo (lampade hf e/o diodi led) posti alla base dello stesso (filo basolato) in modo da avvolgere il complesso artistico con luce contemperata dalle giuste ombre che esalteranno volumi e forme.

Il significato intrinseco della posizione di Re Manfredi sul cavallo, col suo braccio teso nella direzione del castello, sarà reso evidente dall’illuminazione scenografica del medesimo re a mezzo di un proiettore a fascio molto stretto, realizzato con diodi led di colorazione variabile, che riprendano i colori dello stemma della casa di Svevia e dei drappi di Manfredi, dandone plasticità, movimento, vivacità, costituendo essi stessi motivo di attrazione.

Il cannone luminoso sarà posizionato all’interno della strombatura di una finestra del Castello esistente proprio dirimpetto al complesso monumentale. La realizzazione del monumento ha un costo di euro 95.000, Iva esclusa.
Il giudizio della commissione è stato:

– ‘Qualità ed originalità artistica’. Anche se con qualche elemento che può sembrare non in linea con le indicazioni del bando, tuttavia la qualità e l’originalità artistica si manifestano sufficienti, aiutate in questo da una chiarezza di linguaggio. PUNTI 22
– ‘Coerenza e integrazione con l’ambiente e lo spazio urbano’. Si evince una discreta coerenza ed integrazione con il contesto urbano. PUNTI 15
– ‘Realizzabilità tecnica’. Anche se di non difficile realizzazione si evidenziano tuttavia due problemi: un costo un tantino elevato e una illuminazione non perfettamente a norma. PUNTI 13
– ‘Durevolezza e facilità di manutenzione’. Pur con durevolezza notevole di materiali impiegati, si rileva tuttavia qualche difficoltà nella manutenzione (soprattutto del bronzo) e dei conseguenti costi. PUNTI 11
TOTALE PUNTI: 61

Proposta n.7 (Marianna Di Lauro*) – Dall’esame del progetto, in una sorta di riqualificazione urbana, si evidenziano tre ambiti d’intervento connessi tra di loro. Nell’ambito ‘Nuova Piazza Re Manfredi – Fondatore’ è posizionata l’opera che rievoca l’immagina del fondatore della città, ambientata in una sorta di paesaggio urbano contemporaneo attraverso un gruppo ‘scultoreo’ di grandi blocchi in calcestruzzo fluido, autocompattante, colorato, che raffigura al suolo la figura stilizzata, antropomorfa, del re con l’elemento distintivo della corona in acciaio corten.

L’intera opera è attraversata da un sistema lineare di illuminazione non invasiva a led, che offre grande resa, basso consumo e durevolezza nel tempo. Il primo ambito, centrale, riguarda un percorso pedonale (trasversale) che connette il castello al mare, al cui baricentro è posizionata l’opera, interamente rivestita in cemento industriale antiscivolo.

Il secondo ambito è un grande giardino in parte rivestito da pavimentazioni permeabili, attraversato da percorsi in pietra di Apricena e pietra vulcanica. Tale intervento funge da grande parco per la gestione sostenibile dell’acqua di pioggia. Dall’area del fossato sud-est sino alla spiaggia, sono previste piccole aree verdi, denominate ‘rain garden’ (giardino dell’acqua), progettate come aree per la raccolta, la purificazione e la percolazione della pioggia. La proposta per tale ambito presenta valide e apprezzabili caratteristiche di bio-ecologia (come riportato nella relazione) in linea con le attuali correnti di pensiero sulla sostenibilità ambientale.

Il terzo ambito, spiaggia-mare, è l’area della recente riqualificazione del lungomare, è un grande spazio pubblico di sosta e contemplazione, rivestito di un materiale in gomma morbida, atossica e antitrauma. Sono previste piccole attrezzature quali: sedute, fioriere, rastrelliere per biciclette, sedute in gomma colorata per i più piccoli e totem in pietra con scritte le date e le tappe importanti della vita di Re Manfredi. Le palme presenti in tale settore rimarranno nella loro attuale posizione, mentre tre saranno spostate dal settore centrale.

La realizzazione del (solo) monumento ha un costo di euro 55.000 che contempla solo il primo ambito d’intervento.
Il giudizio della commissione è stato:

– ‘Qualità ed originalità artistica’. Qualità ed originalità artistica discrete e apprezzabili soprattutto per il riferimento storico. (Ispirazione tratta da una miniatura riportata nell’opera di G. Villani) PUNTI 25
– ‘Coerenza e integrazione con l’ambiente e lo spazio urbano’. La coerenza e l’integrazione con l’ambiente appaiono sufficienti pur proponendo materiali diversi. PUNTI 11
– ‘Realizzabilità tecnica’. Semplice nella realizzazione della corona (in cor-ten) pur presenti alcune difficoltà nell’uso dei materiali (cementi colorati). I costi sono relativamente contenuti, anche se non vengono considerati quelli relativi alle aree attrezzate a margine del monumento. PUNTI 14
– ‘Durevolezza e facilità di manutenzione’. La durevolezza in generale è piuttosto elevata e la manutenzione è piuttosto facile (corona); qualche problema di manutenzione lo presentano i cementi colorati e gli impianti. PUNTI 11
TOTALE PUNTI: 61

Nei prossimi giorni proseguiremo con la pubblicazione di tutti gli altri elaborati.

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