Manfredonia: il raggio di sole che centra il foro sul tetto di San Leonardo

0
11

Si ripete giovedì 21 giugno il prodigio del raggio di sole che attraversa il rosoncino gnomone realizzato nel tetto. La storia non ci dice quando e chi abbia praticato quel foro sul tetto dell’antica basilica di San Leonardo di Siponto per catturare un raggio di sole allo scandire di mezzogiorno del 21 giugno.

Un raggio di sole attraversa quel foro e va a stamparsi esattamente nel mezzo delle due possenti colonne che reggono le volte del tempio. A progettarlo non è potuto essere che un esperto di gnomonica considerato che quel rosoncino a otto petali, scolpito sul tetto spiovente della basilica, funge da orologio solare sia pure riferito ad un particolare istante dell’anno, quando appunto inizia l’estate.

Una sorta di riferimento per aggiornare il regolare scorrere del tempo. Che ha una controprova in un altro evento simile ma che si verifica il 21 marzo, equinozio di primavera, quando cioè il sole si trova sul piano dell’equatore celeste e inizia la primavera astronomica.

Poco dopo le ore 18 un raggio di sole viene captato da un foro contrassegnato anche questo da un rosoncino simile a quello del tetto, praticato sulla faccia principale della chiesa che guarda ad ovest. Questo raggio di sole attraversa pressoché orizzontalmente l’intera navata della chiesa per imprimere la sua orma sull’abside.

Non è dato sapere se l’autore di questi due congegni sia la stessa persona, molto verosimilmente un monaco della comunità che abitava l’abbazia. Un matematico e astronomo certamente. Non può essere infatti una casualità il posizionamento di quei due rosoncini e dunque la definizione delle traiettorie dei due raggi di sole con estrema e significativa precisione.

Quest’anno la riproposizione dell’evento avrà una evidenza particolare. La comunità ‘Ricostruttori nella preghiera’, che da alcuni mesi abita e cura l’abbazia che sotto quella guida ha già impresso una nuova vitalità all’intero complesso, ha organizzato una manifestazione culturale “per dare il giusto rilievo – spiega padre Ciro Mezzogori, rettore della comunità – ad un evento di eccezionale rilievo non solo astronomico e dunque per evidenziare ancora di più la preziosità di questa badia, la sua funzione religiosa ma anche sociale”.

Nella stessa mattinata di giovedì, alle ore 10, si terrà un convegno al quale prenderanno parte lo stesso padre Ciro, l’architetto Antonello D’Ardes, presidente dell’Associazione Gulielmus (dal nome del costruttore della chiesa) che ha mantenuto viva l’attenzione per quel monumento, l’astronomo professor Giovanni Fantetti, studioso dei fenomeni astronomici espressi nella chiesa.

Un gruppo folk e un plotone di armigeri attrezzati a mo’ di Cavalieri Teutonici, ricostruiranno l’atmosfera del tempo in cui quei cavalieri abitarono quel luogo lasciandovi una profonda traccia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here