Cristanziano Serricchio, l’orgoglio di Manfredonia candidato al Nobel

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Siamo spesso portati a pensare, per il tambureggiare incessante di taluni, che la nostra città non riesca ad esprimere le proprie potenzialità e non riesca a distinguersi, attraverso i suoi abitanti, in termini positivi.

Nulla di più falso e l’esempio che Cristianziano Serricchio incarna è la dimostrazione evidente che ci lasciamo sfuggire quanti operano nell’ombra, loro malgrado, e lontano dalle luci della ribalta; quanti spendono la propria esistenza nel celebrare tutti quegli aspetti culturalmente rilevanti che ci caratterizzano come sipontini; quanti si industriano, senza nulla a pretendere, per instillare nelle nuove generazioni il germe della cultura.

Cristianziano Serricchio è da decenni protagonista, in più vesti, della nostra città e nella nostra città. Dapprima come insegnante nelle scuole elementari e poi in quelle superiori, successivamente come Preside dell’Istituto Magistrale “Roncalli”, ha ricoperto il ruolo di Assessore alla Pubblica Istruzione (contribuendo alla creazione del Museo Archeologico Nazionale e alla sistemazione della Biblioteca Comunale), è inoltre un appassionato archeologo di cose sipontine, un poeta di spiccata sensibilità, un affermato saggista oltre che autore di romanzi.

Sono davvero innumerevoli le ragioni per cui si è pensato, a ragion veduta, di candidarlo per poter ricevere una nuova onorificenza che si andrebbe ad aggiungere alle svariate già in carniere; un’onorificenza che rappresenterebbe la sublimazione legittima di quanto è stato sin qui capace di realizzare; un’onorificenza che risponde al nome di Premio Nobel per la Letteratura.

Il “Comitato per l’Assegnazione del Premio Nobel a Cristanziano Serricchio” afferma, in maniera del tutto condivisibile, che “In un mondo in cui si dice che non esistono più modelli da imitare perché tutti i modelli hanno lo stesso valore, noi, al contrario, diciamo che l’uomo occidentale ha un forte bisogno di modelli a cui ispirarsi per ricostruire la propria identità, a cominciare dal recupero delle idee che costituiscono le proprie radici.

A questo scopo riteniamo che l’arte e la letteratura possano essere di importanza fondamentale; in particolare salutiamo con entusiasmo l’opera letteraria di Cristanziano Serricchio che si differenzia da tutte le altre del Novecento, sia nel panorama italiano, sia in quello internazionale, per la dimensione universale in cui si situa la sua riflessione sull’uomo”.

“L’opera di Cristanziano Serricchio – sottolinea il neonato Comitato – è in grado di dare all’uomo di oggi gli strumenti critici per chiarire quali sono i valori che hanno permesso alla civiltà occidentale di diventare il faro delle nazioni, quali sono i motivi che invece hanno portato alla crisi odierna e quali sono le idee che possono fornire una possibile soluzione al problema”.

“Non si può prescindere dal ruolo fondamentale e insurrogabile – dice a sua volta il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi – della cultura. Non esistono strumenti più efficaci e duraturi per concorrere, in maniera incisiva, alla formazione della coscienza dei nuovi cittadini. La demonizzazione della cultura ha contribuito ad un autentico appiattimento verso il basso dove l’unico spazio che resta è quello dell’omologazione.

La cultura è spesso sinonimo di apertura mentale e non è un mondo migliore quello che vi rinuncia così a cuor leggero. Esiste una diretta correlazione tra la cultura e lo sviluppo, soltanto investendo nella conoscenza si può pensare di aumentare il progresso e, di conseguenza, la produttività del Paese”.

“Il professor Serricchio – conclude il Sindaco – è un fulgido emblema della nostra cultura e, nei suoi scritti, splende il cuore delle nostre genti, le radici e le speranze di un pronto riscatto. Non si è mai tirato indietro dinanzi alle imprese che è riuscito a compiere ed è nostro dovere morale fare altrettanto e non sottrarci nell’accompagnarlo verso questo nuovo traguardo: la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura”.

1 COMMENTO

  1. Da Londra dove attualmente mi trovo e apprendo tale notizia che mi riempie d’orgoglio quale sipontino ed estimatore del preside Serricchio della cui opera sono sempre stato un estimatore.
    Michele Di Palma.

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