Manfredonia: ‘Resta l’Arte tua’, Francesco Granatiero ricorda Antonio Manganaro

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Francesco Granatiero, caricaturista, poeta dialettale e appassionato di storia della satira oltre che impiegato comunale, si è imbattuto nelle testimonianze relative al Manganaro e si è fatto prendere ben presto da una figura così originale e, forse, così simile a se stesso. Con costante lavoro di ricerca, scartando e correggendo informazioni spesso sbagliate ha portato alla luce la cospicua produzione del Manganaro.

Un artista, che ha lasciato la natia casa in via San Lorenzo a Manfredonia per vivere a Napoli assieme ai figli, giace ora nella Prima Cappella dell’Arciconfraternita SS. Salvatore degli Orefici nel Cimitero monumentale di Poggioreale di Napoli. Via San Lorenzo, adiacente per un lungo tratto al Campanile, per questo Manganaro in alcune sue opere si firmava ‘Campanellaro’ a conferma di quanto abbia amato la sua città d’origine.

Per festeggiare degnamente gli ottant’anni della scomparsa del Manganaro, Francesco Granatiero ha prodotto un componimento, dal titolo “Resta l’Arte tua”, leggibile nel web e apprezzato anche da Mauro Giancaspro, scrittore, saggista e pubblicista, oltre che direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli e ad interim della Biblioteca Nazionale di Bari.

“Adesso ci godiamo tutti l’irrefrenabile irrequietezza dell’indomabile discendente di Manganaro e ce la spassiamo davvero a leggere il suo recente  componimento; perché, se è vero che  questi versi liberi nei quali però scappa, come lui stesso avverte, qualche   rima bacia, sono ricchi di ammirazione per il celebre concittadino  e rivelano il risultato di ricerche biografiche e storiche anche difficili, è pur vero che alla fine prevale il gioco: soprattutto quello  di parole che imprime al poemetto un andamento agile e veloce che lo mette al riparo sicuro dal rischio dell’enfasi – ha commentato Giancaspro -. A Manganaro sarebbe piaciuto moltissimo “.

Riconoscimento all’impiegato pure dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi: “Conosco da tempo Francesco Granatiero e lo apprezzo per quanto sta dando, disinteressatamente e per amore della ricerca oltre che della propria terra, ma devo ammettere che riesce ancora a stupirmi piacevolmente per l’acutezza del suo pensiero e per la profondità dei suoi scritti, mai banali.

La prima parte del componimento è vibrante e drammatica, una volta giunto, invece, alla fine del componimento, stavo ormai ridendo di gusto. L’ironia di Francesco è arguta e l’autorevole testimonianza del Giancaspro è un’ulteriore conferma di questa mia impressione. Ringrazio, anzi, il dottor Giancaspro per la disponibilità mostrata, senza esitazione, e per la benevolenza con cui accoglie due figli della nostra terra: Manganaro e Granatiero.

E’ motivo d’onore ed orgoglio che una persona di così spiccata professionalità e competenza ci dedichi la propria attenzione e l’occasione è propizia per rivolgere un prossimo invito a visitare e conoscere da vicino la città che ha dato i Natali a due suoi intimi, mi sia permesso definirli così.

La Storia di un popolo non è mai cosa facile da raccontare se non si posseggono testimonianze attendibili ed il lavoro di ricerca, per certi versi oscuro, di Francesco ci avvicina ai nostri padri putativi e ci offre ancora maggiori stimoli nell’amare Manfredonia e chi ne ha caratterizzato la sua evoluzione”.

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