Cerignola, DNA incastra 4 rapinatori. Caccia al quinto uomo

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I malviventi corrispondono ai nomi di Giambattista Pelullo (27 anni), Giuseppe Lanza (21 anni) e Francesco e Mario Pelullo (40 e 63 anni), tutti di Cerignola e tutti accusati, a vario titolo, di rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione in riferimento a un assalto-rapina di un tir, avvenuta nel centro ofantino nel 2012.

Il fatto risale alla notte tra il 4 e 5 novembre 2012, quando un autotrasportatore, in viaggio verso Caserta, è stato bloccato alla periferia di Cerignola da 4 uomini a bordo di una Fiat Croma di colore nero. I 4, rigorosamente con il volto coperto, hanno malmenato e minacciato con le pistole il conducente del tir, costringendolo ad abbandonare il proprio mezzo per salire sulla loro auto.

In seguito, i rapinatori hanno raggiunto un caseggiato rurale e, in tutta calma, hanno riposto la merce del tir, del valore di oltre 100mila euro. L’intera operazione di trasbordo sarebbe durata circa 2 ore e mezza. Subito dopo, i malviventi hanno deciso di abbandonare autista e tir nelle vicinanze di Candela.

Sembrava tutto andare secondo i piani ma il fato, a volte, ci mette lo zampino, fortunatamente. Infatti, la Fiat Croma utilizzata per il colpo si è letteralmente schiantata contro la recinzione di una casa privata, sulla provinciale 95. A dare l’allarme ai militari è stato un astante che ha assistito al sinistro. Così, i 4 uomini sono stati costretti a proseguire la fuga a piedi, lasciando l’auto ‘in mano’ ai carabinieri, per i rilievi del caso.

Due dei rapinatori sono stati identificati perché recatisi al pronto soccorso, per farsi curare le ferite riportate a seguito dell’incidente, sostenendo, però, di essersi feriti sul lavoro.

Nel frattempo, i militari si sono recati nel caseggiato ed hanno recuperato l’intero bottino.

Gli accertamenti biologici nella vettura e nella abitazione hanno potuto stabilire che ci fosse anche un quinto complice, ancora, però, da identificare e bloccare.

I 4 soggetti sono stati incastrati grazie al riconoscimento genetico, a tracce e profili ricavati da reperti biologici, passamontagna e mozziconi di sigarette rinvenuti nella Fiat Croma usata per la rapina.

Tommaso Lamarina

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