Asl Foggia, truffa milionaria: indagati dipendenti e imprenditori

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L’ennesimo scandalo sta interessando gli ospedali di San Severo, Lucera e Manfredonia. In quest’ultimo, alcuni dirigenti, avrebbero acquistato un disinfettante per le sale operatorie al ‘modico’ prezzo di 1.900 euro, anziché 90 euro (valore di mercato). Questa truffa, nel triennio che va dal 2009 al 2011, è costata alla Asl circa 2,5mln di euro, che vanno aggiunti alle varie tangenti e regalie per ‘oliare’ la perversa filiera.

La guardia di finanza dauna ha messo in luce l’intero movimento, scoprendo, inoltre, che altri 1,5mln di euro sono stati spesi per ulteriori falsi ordini, mai richiesti, ma regolarmente pagati coi soldi dei contribuenti. Come detto, non è la prima volta che accade una cosa del genere. Già in passato, a seguito di indagini, sono emerse varie attività illecite di Vincenzo Nuzziello, fratello di Anna, consigliera regionale molto vicina a Nichi Vendola. Nei processi è emerso lo stretto legame tra imprenditoria, politica e funzionari dell’Alto Tavoliere. Ora sono cambiati alcuni protagonisti ma il risultato è sempre lo stesso.

Il lavoro degli inquirenti finirà sulla scrivania del gip il 24 settembre prossimo. Secondo una prima ricostruzione, il tutto sarebbe partito dalla denuncia del responsabile del nosocomio di San Severo, il dott. Giuseppe D’Alessandro, il quale ha immediatamente individuato l’incongruenza del costo di un disinfettante. La vicenda è sbarcata sul tavolo dell’assessore alla Salute, prima che in procura.

Ad essere coinvolto è l’imprenditore Ettore Folcando, che, pur sostenendo di essere stato truffato dal proprio rivenditore, in quanto il reale prezzo del disinfettante lo avrebbe appreso, casualmente, navigando in internet, ha, ob torto collo, patteggiato la pena. Sembra che nella truffa abbia svolto un ruolo di primo piano il funzionario dell’Ufficio area gestione del patrimonio, Di Stefano Nazario, che sembrerebbe avere avuto carta bianca in ogni ordine d’acquisto, senza ricevere controlli superiori, dando inizio, così, all’azione delittuosa.

Infatti, il suddetto, nonostante non avesse mansioni di tal fatta, era stato a ciò delegato da tutti i vari direttori della Asl succedutisi nel tempo: Silvano Lamedica, Raffaele Granatiero e Romolo De Francesco. Soggetti già coinvolti in precedenti filoni d’inchiesta.

Il Di Stefano Nazario, nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, ha dichiarato di aver agito solo ed esclusivamente su richiesta dei suoi superiori e di aver ricevuto tangenti non solo per sé ma anche per il Lamedica, il Granatiero e il De Francesco. Ovviamente, tutti hanno preso le distanze dal Di Stefano Nazario, attribuendogli la responsabilità esclusiva dell’illecito.

Certo, come è noto, la spesa sanitaria è già al collasso un po’ in tutte le regioni. Episodi del genere non fanno altro che aggravarla, danneggiando, tanto per cambiare, tutti i cittadini che, purtroppo, hanno bisogno di cure. Infatti, il deficit sanitario regionale, more solito, è sempre ripianato con aumenti del ticket e quant’altro.

Tommaso Lamarina

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