Cerignola, 4 arresti per resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di droga e evasione

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I primi 2 arresti della fine del mese scorso, ad opera dei carabinieri della compagnia di Cerignola, sono ai danni di Antonio Curci e Andrea Antonio Marano, entrambi 22enni. Il reato loro contestato è quello di resistenza a pubblico ufficiale. In un primo momento, i militari dell’Arma avevano invitato i 2 ragazzi, a bordo di una Lancia Y, a fermarsi per controlli di routine durante un posto di blocco, ma questi, alla vista degli uomini in divisa, sono fuggiti ad alta velocità, salendo addirittura sui marciapiedi, divenendo, così, un pericolo soprattutto per i pedoni. Di fronte a tale situazione i carabinieri hanno chiamato rinforzi e sono riusciti a bloccare i 22enni. Il gesto dei ragazzi è apparso del tutto inspiegabile, in quanto non trasportavano né armi, né droga e i loro documenti erano perfettamente in regola. Ragion per cui non si capiscono le motivazioni del folle gesto. I 2, successivamente all’arresto, hanno dichiarato di aver agito solo per il gusto di fare una ‘bravata’. Sia il Curci, sia il Marano sono ora agli arresti domiciliari.

Il secondo episodio risale al pomeriggio del 30 maggio, quando i militari del reparto prevenzione crimini di Bari, impiegati a Cerignola, durante una intensificazione dei controlli sul territorio, si sono imbattuti in una Mercedes Classe A, con a bordo due giovani. Gli agenti di polizia, accorgendosi che il conducente aveva precedenti penali e il passeggero appariva agitato, hanno ritenuto opportuno effettuare un’azione di perquisizione dei due. Difatti, nel borsello del passeggero, identificato come Fabio Piacenza, 23enne cerignolano, hanno rinvenuto 200 grammi di marijuana. Alla luce di quanto scoperto, dunque, il Piacenza è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al momento, l’autorità giudiziaria ha disposto l’arresto ai domiciliari.

Il week-end si conclude la notte del 31 maggio, quando gli agenti della volante di Cerignola, sotto la guida del vice questore aggiunto Loreta Colasuonno, si sono recati nell’abitazione di Nicola Marinaro, pregiudicato 39enne del posto, agli arresti domiciliari, in quanto era stata segnalata la manomissione del braccialetto elettronico indossato dallo stesso. I militari, così, dopo aver suonato sovente il campanello e dopo aver chiesto informazioni alla moglie del Marinaro, la quale non sapeva dove fosse il marito, hanno visto il soggetto fare ritorno a casa, accampando la giustificazione di essere uscito per comprare le sigarette e di aver tolto il braccialetto perchè gli dava fastidio. Pertanto, Nicola Marinaro è stato nuovamente tratto in arresto per evasione dagli arresti domiciliari e danneggiamento aggravato. In ogni caso gli sono stati ancora concessi gli arresti domiciliari.

Tommaso Lamarina

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