Foggia, costringevano donne a prostituirsi e derubare clienti: 5 fermi

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Scoperto dai carabinieri della compagnia di Foggia al termine di una indagine che ha portato al fermo di 5 uomini, 1 albanese e 4 romeni, dediti allo sfruttamento della prostituzione e a furti e alle rapine ai clienti delle meretrici.

Le indagini sono partite dai numerosi episodi di furti e rapine compiuti in danno di automobilisti sulla tangenziale di Foggia, che si verificavano sempre in prossimità delle piazzole di sosta occupate dalle lucciole. Una 20ina i casi accertati nell’ultimo mese e mezzo avevano fatto guadagnare ai malviventi 250 euro di media per ogni cliente derubato.

Il blitz è partito dopo le numerose denunce di uomini che raccontavano però false ricostruzione per evitare di dire di essere rimasti vittime delle rapine, durante la prestazione sessuale. Infatti raccontavano versioni discordanti con quanto emerso nel corso delle indagini, poiché affermavano di essere stati rapinati mentre si erano fermati a prestare aiuto a ragazze in difficoltà o mentre si erano fermati per bisogni fisiologici.

In breve, le indagini hanno portato alla luce l’esistenza di una vera e propria organizzazione che gestiva le donne sul tratto di strada tra la rotonda di via Napoli e quella di via Lucera, alla periferia di Foggia.

Le prostitute non si limitavano solo alle prestazioni sessuali, il cui prezzo standard era di 20 euro, ma approfittavano del contatto con il cliente per derubarlo di contanti, carte di credito e bancomat, telefoni cellulari e in una circostanza è stato accertato il furto di una collana in oro.

Il compito degli uomini era correre in aiuto delle donne, nel caso in cui i clienti, accortisi dei furti, cercavano di farsi restituire il maltolto. Questo spiega perché, in molti casi, le vittime hanno raccontato di essere state rapinate da uomini con accento dell’est europeo.

Raccolti quindi gli indizi di colpevolezza, il pm della Procura di Foggia, Alessio Marangelli, ha ritenuto opportuno emettere nei loro confronti un decreto di fermo d’indiziato di delitto. Al vertice di tale organizzazione vi era un soggetto di nazionalità albanese Eraldo Jaholli di 27 anni, che stabiliva le piazzole di sosta della ss 673 dove le donne, tutte di nazionalità rumena, dovevano esercitare la loro attività.

Gli altri componenti dell’organizzazione, sono di nazionalità rumena Gheorghe e Sandu Matei di 24 e 34 anni, e Daniel Ciprian Gale di 23, ognuno dei quali gestiva una singola donna con le quali, in alcuni casi, erano anche legati da relazioni sentimentali, appropriandosi dei relativi guadagni. Questi ultimi dovevano corrisponderne una parte dei profitti al capo dell’organizzazione, Eraldo Jaholli.

1 COMMENTO

  1. In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, io mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali. La risposta è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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