Aggressione a medici Asl di Manfredonia, pregiudicato in manette

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Violenza inaudita quella che ha mosso 2 uomini, lo scorso 19 febbraio, ad aggredire e picchiare brutalmente dei medici Asl facenti parte della commissione per il riconoscimento degli invalidi: stiamo parlando di Giovanni Gelsomino e Gerardo Giordano.

I 2 uomini, dopo essersi recati al poliambulatorio Asl di Manfredonia e aver ricevuto, evidentemente, un parere negativo dalla commissione invalidi della stessa Asl, hanno aggredito violentemente i medici lanciando persino delle suppellettili presenti in ufficio e scappando via subito dopo.

Dalle prime e immediate indagini, grazie anche alle testimonianze dei cittadini presenti, i responsabili sono stati identificati: infatti Gerardo Giordano si è consegnato poco dopo alle forze dell’ordine, mentre Giovanni Gelsomino si è reso irreperibile.

La latitanza del 41enne Gelsomino è durata pochissimo, infatti l’uomo, con precedenti per rapina, furto, associazione a delinquere, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato e accusato di lesioni aggravate in concorso, ed è stato assegnato alla casa circondariale di Foggia.

La Asl e l’associazione Viva la Vita Onlus si schiereranno come parte civile nel possibile procedimento penale, per sottolineare lo sconcerto causato dalla vicenda.

Marica Croce

2 COMMENTI

  1. PER FARE CHIAREZZA
    Descrivere in questo modo, il gesto del Gelsomino in occasione “dell’agressione del Medico all’ASL di Manfredonia”, è a dir poco UNA VIGLIACCATA.
    Se c’è stata violenza, la violenza è scaturita dall’atteggiamento indecoroso, ipocrata e a dir poco da maleducato del medico in questione.
    Dico questo (vedi Comunicato Stampa) in quanto, immediatamente prima, all’incontro (concordato dalla Commissione ASL) c’ero anch’io con Gianni Gelsomino e successivamente dopo aver riferito a Giordano Gerardo (Malato di SLA) l’esito dell’incontro, lo stesso e solo lui si è recato all’ASL a chiedere ulteriori delucidazioni.
    Vedendosi rispondere dal Medico, “e questo che è venuto a fare”, “non hai capito che se vuoi i tuoi diritti ti devi presentare quì in carrozzella”, tutto può subire un Malato, ma MAI e poi MAI si deve vedere calpestare la SUA DIGNITA’ e da lì che è scattata “l’ira”.
    Voi come vi sareste comportati???????????
    Successivamente è arrivato Gianni Gelsomino, mandato dalla moglie di Gerardo perchè preoccupata che il marito si sarebbe recato all’ASL e magari con le sue condizioni fisiche precarie, gli poteva succedere qualcosa di serio.
    Il Gelsomino vedendo la situazione già degenerata, è intervenuto a sostegno del cognato.
    Altra precisazione, NESSUNO è scappato al termine della rissa e ancor di più Gianni Gelsomino non si è reso irreperibile fino alla data dell’arresto di ieri 8 marzo, ma stava a Manfredonia come un qualsiasi altro cittadino alla luce del sole.
    Quindi NESSUNA LATITANZA da parte del Gelsomino, questo è bene rimarcarlo.
    A noi come Associazione di Malati di SLA, ci corre l’obbligo ricordare che, questa è la malattia più devastante e atroce che esiste, la storia è diversa da soggetto a soggetto e certamente la diagnosi di Gerardo non è tra le più belle.
    Con un pò di attenzione e professionaità in più, certamente tutto questo si sarebbe potuto, anzi si doveva evitare, quindi descrivere in questo modo, persone che hanno voluto far valere i propri DIRITTI è assolutamente da disonesti e ci corre ulteriormente precisare che, la nostra Associazione difende i diritti di TUTTI i Malati, al di là della sua condizione sociale, della sua religione, del suo orientamento politico, della sua razza e ancor di più dei suoi precedenti.
    La nostra Associazione nel possibile dibattimento processuale, si costituirà parte civile e parte lesa a fianco di Giordano Gerardo e ci auspichiamo che, Gelsomino Gianni venga immediatamente scarcerato, in quanto non esistono i presupposti di inquinamento delle prove e ancor di più di fuga.
    Sicuri che, la serietà che ha sempre contraddistinto la testata giornalistica “Il Quotidiano Italiano di Foggia”, attraverso lla firma dell’articolo della D.ssa Marica Croce, la stessa dia ugual visibilità a queste nostre considerazioni, grazie.
    Il Presidente (Giovanni Longo)

  2. Ma guarda questi giudici che prima mandano ai domiciliari un malato di sla che voleva l’accompagnamento perchè la sua malattia è devastante, tanto devastante da permettergli di picchiare selvaggiamente un medico, ma come , vuoi l’aggravamento perchè non riesci a compiere gli atti normali della vita quotidiana e poi hai la forza di mandare all’ospedale due persone? Mah strano!! Il compare era irreperibile, tant’è che è stato arrestato dopo giorni di LATITANZA, si caro Longo si chiama LATITANZA, che poi circolasse per Manfredonia è un altro discorso ma si era reso IRREPERIBILE alle forze dell’ordine!!!! Se il sig. Longo conoscesse le regole che tendono al rilascio dell’aggravamento di una posizione non parlerebbe affatto, anzi … ma siccome credo parli senza avere cognizioni di causa!!! Poveri malati se hanno un sedicente difensore che istiga la violenza….

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