Manfredonia: 7 colpevoli per 4 omicidi, tra loro 2 minorenni

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La ‘saga’ degli omicidi efferati di Manfredonia ha termine dopo indagini lunghe e segrete condotte dalla squadra mobile di Foggia diretta da Alfonso Fabbrocini.

Le indagini sono iniziate il 6 novembre 2012 quando gli inquirenti ritrovarono il corpo esanime di Matteo di Bari, 59 anni, nel suo garage con la gola sgozzata e la testa fracassata, derubato della collana che aveva al collo e della somma di 700 euro, e vittima ‘post mortem’ di un furto in casa sempre da parte dei suoi assassini.

L’input per gli inquirenti è stato proprio questo orrendo omicidio, hanno dato vita ad un’operazione chiamata ‘Arancia meccanica’ proprio per l’efferatezza dell’atto: i primi accertamenti hanno messo in luce un probabile sospettato, Leonardo Salvemini, 20 anni, poi confermato e 2 complici Ilario Conoscitore, 20 anni, e Francesco Giannella, 30 anni.

Elemento su elemento, indagine su indagine, si è arrivati ad una scoperta agghiacciante: l’omicidio di Matteo di Bari era strettamente collegato ad altri 3 omicidi, quello del 32enne Francesco Castriotta e del 30enne Antonio Balsamo il 5 giugno 2012, e di Cosimo Salvemini, di appena 21 anni, il 18 luglio 2012. Anche l’assassinio di quest’ultimo non poco macabro, infatti il corpo dell’uomo è stato ritrovato in fondo ad una vasca profonda 3 metri atta alle raccolta di acque piovane.

Giannella ha ammesso la responsabilità del duplice omicidio di Castriotta e Balsamo, fornendo particolari su altri complici allora ancora sconosciuti, Emmanuele Biondi, Christopher Paloscia, e 2 minorenni, V.C. di appena 17 anni e un’altro di cui non ci sono fornite le generalità. Tutto questo sangue versato, questa violenza e sconsideratezza avevano la solita causa: droga, rapine e anche gelosia.

Il momento storico non è dei migliori, né tanto meno ogni giorno ci vengono forniti esempi integerrimi di onestà, ma omicidi del genere e soprattutto per queste cause sono inammissibili e inaccettabili soprattutto se compiuti da ragazzi: le loro età sono disarmanti, oscillano da un massimo di 30 ad un minimo di 17. Cosa può spingere un 17enne a compiere, o comunque a partecipare, a un atto del genere?

Perché un 17enne, nel fiore della propria giovinezza, tende a circondarsi di persone più grandi (almeno anagraficamente) poco raccomandabili? Domande alle quali è difficile e forse impossibile dare risposta, resta l’amaro in bocca di una giovinezza persa e di un’esistenza segnata dal sangue di molte vittime, tutto per qualche droga e un po’ di gelosia tra ragazzi.

Marica Croce

 

 

 

3 COMMENTI

  1. Non sarebbe ora di iniziare a parlare in modo pacato e candido di pena capitale anche in italia, nel paese delle banane dove questi signori si faranno al massimo qualche annetto in hotel a nostre spese ?
    la pena capitale non serve come deterrente ma come strumento educativo, in un’epoca in cui la vita umana non vale manco qualche centinaio di euri sarebbe un faro nella notte.

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