Cadavere trovato a Manfredonia, si attende il Dna

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La sera del 18 luglio scorso, Salvemini accompagnò la fidanzata a casa alle 21. Da quel momento del giovane cameriere non si ebbero più notizie. Gli amici iniziarono presto a cercarlo, ma invano. Solo più tardi ritrovarono il suo scooter nella zona di Acqua di Cristo, con ancora le chiavi inserite e casco allacciato al supporto. Dopo la denuncia dei genitori, partirono le indagini, fino alla svolta di ieri.

Il ritrovamento del cadavere in località Amendola nell’agro di Manfredonia, a una quindicina di chilometri da Foggia prima della zona aeroportuale-militare è il frutto “di un’attività investigativa finalizzata a rintracciare il giovane Cosimo Salvemini” ha dichiarato il procuratore capo Vincenzo Russo. Al polso del cadavere c’era un braccialetto. L’oggetto rinvenuto verrà mostrato alla madre di Cosimo per verificare se appartiene al figlio.

Intanto, accantonata l’ipotesi che il giovane 21enne fosse una vittima della Lupara Bianca, sembra esservi “un filo conduttore tra la scomparsa di Salvemini, il duplice omicidio (quello di Antonio Balsamo e Francesco Saverio Castriotta uccisi a colpi di pistola a Siponto la sera del 5 giugno scorso) e i tre arresti eseguiti una settimana fa dalla Polizia per l’omicidio di Matteo Di Bari”, il 59enne ucciso barbaramente la sera del 5 novembre per  700 euro, una collanina e un fustone di gasolio. “Sono molto fiducioso per la soluzione del caso Salvemini” ha aggiunto il magistrato.

Doriana Davenia

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