Estorsioni: a Foggia tritolo davanti a negozio cinese

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L’esplosione ha distrutto gli infissi e gli interni del locale. Fortunatamente non ci sono feriti: il negozio era chiuso e la strada a quell’ora è poco trafficata, solo così si è potuto evitare il peggio. Il tritolo e la polvere da sparo, infatti,  erano in una quantità e di una concentrazione tali da distruggere l’intero negozio. Dopo il forte boato, molti degli abitanti del circondario si sono riversati in strada in preda al panico.

“Il boato di questa notte è un messaggio all’intera città. Di allarmi ne abbiamo lanciati tanti e in tanti; ora è tempo di passare all’azione civica di tutela della nostra comunità, assumendo la responsabilità di offrire ciascuno il proprio contributo alla costruzione dell’argine che sbarri il passo alla criminalità” ha affermato il  sindaco di Foggia, Gianni Mongelli che ha espresso “solidarietà personale e istituzionale” al titolare del negozio.

L’uomo, di nazionalità cinese è stato già interrogato dagli inquirenti e ha dichiarato loro di non aver ricevuto richieste estorsive. Ma è proprio su questa pista che indagano gli inquirenti, visto che sono sempre più frequenti episodi di questo tipo. Il più recente ha interessato Carapelle: il 19 ottobre scorso, infatti, una bomba carta è esplosa davanti alla saracinesca di un negozio di fiori in via Indipendenza 26.

Modalità molto simili, quindi. Intanto militari dell’Arma  hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza dei negozi vicini al bazar cinese per poter risalire all’autore o agli autori della bomba.

Doriana Davenia

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