Duplice omicidio a Siponto, probabile agguato mafioso

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Una telefonata al 118 ieri sera ha allertato i carabinieri di Manfredonia che hanno ritrovato il cadavere di Antonio Balsamo al posto di guida di una Opel Corsa nera, intestata alla sua compagna.

A una 50ina di metri identificato anche il corpo di Castriotta semicarbonizzato: dopo averlo ucciso con 4 colpi d’arma da fuoco, gli aggressori hanno tentato di bruciare il corpo ma hanno preso fuoco solo pantaloni, capelli e le vicine sterpaglie ora all’analisi dei Ris.

Causa del decesso per entrambi proiettili d’arma da fuoco ancora non identificata e per Siponto la scena non è nuova. Il 21 aprile 2009, infatti, in viale degli Eucalipti, furono uccisi con un fucile a canne mozze il boss Franco Romito e il suo autista Giuseppe Trotta. Non ha avuto sorte migliore il figlio 23enne di Franco Romito, Michele, ucciso in un agguato mafioso vicino Siponto il 27 giugno 2010.

Intanto i carabinieri di Manfredonia e quelli del comando provinciale di Foggia indagano su quest’ultimo caso, gli inquirenti ipotizzano un delitto mafioso ma, per ora, nessuna certezza tanto meno un collegamento tra questo e casi precedenti di omicidio. Probabile che le vittime conoscessero gli uccisori, a farlo pensare il finestrino aperto dell’auto e nessun segno di sparo sulla carrozzeria: i tre colpi sparati hanno subito raggiunto Balsamo.

Immediata la risposta del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che, con una missiva, esprime lo sdegno dell’amministrazione e della città.

“Al di là delle risultanze cui perverranno le indagini che le Forze dell’Ordine hanno in corso, l’episodio criminoso, purtroppo l’ennesimo di una lunga serie, che ha visto due uomini barbaramente trucidati ancora non si sa da quanti killer, evidenzia ancora una volta l’esistenza di una rete criminale dai mille tentacoli che sempre più voracemente avviluppano la vita di un territorio e ne attentano il fremito di voler crescere e svilupparsi nella tranquillità e nella operosità.

Un delitto che non appartiene alla cultura manfredoniana sempre più convintamente impregnata di legalità e protesa verso l’affermazione dei diritti umani, della tutela della vita innanzi tutto e a prescindere”.

E ancora, nel ricordare le ormai tante e continue iniziative di promozione e diffusione della legalità messe in campo dalle varie istituzioni cittadine a cominciare dalle scuole di ogni ordine e grado, Riccardi osserva “C’è ancora molto da fare per estirpare dalle coscienze anche di persone che per varie ragioni costrette, voglio ritenere, a scelte di vita quanto meno discutibili, il germe della violenza a qualsiasi titolo praticata”.

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