Foggia, la Madonna dell’Incoronata non ha più la corona: rubata nella notte

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Il colpo è stato messo a segno intorno alle 2,15 del mattino, quando è scattato l’allarme che ha fatto svegliare Don Felice, rettore del santuario, che dormiva poco distante. È stato lui ad entrare subito dopo, mentre i ladri fuggivano, e ad accorgersi del danno sacrilego. Sparsi per terra i vetri che restavano dopo aver forato la vetrina della teca,  qualche decina di monili in oro del vestito della Vergine Nera e gli strumenti utilizzati dai banditi: un piede di porco, delle tenaglie e un martello. Con i primi avrebbero cercato di forzare la teca, con l’ultimo invece avrebbero asportato la corona.

Molto probabilmente i malviventi hanno tentato di prendere anche la corona del Bambino. Evidentemente però questa deve essere scivolata per poi cadere posteriormente rispetto alla statua. Si spiegherebbero così i due buchi, uno in alto, l’altro più in basso. Per introdursi nel santuario i ladri sono entrati da un ingresso laterale per poi salire sulle scale alle spalle dell’altare.

Don Felice Bruno, che sabato prossimo s’insedierà ufficialmente nella basilica, ha subito allertato i carabinieri. La corona, in oro massiccio del peso di due chili e duecento grammi, il cui valore si aggirerebbe intorno ai 20mila euro, fu donata al Santuario dell’Incoronata dalla comunità di Palazzo San Gervasio (Potenza).

Per il sindaco Gianni Mongelli si tratta di un furto che “offende l’intera comunità foggiana e quella ancor più grande dei fedeli”.  E, nell’esprimere la solidarietà e la vicinanza dell’intera Amministrazione comunale al neo rettore della basilica e alla comunità orionina, Mongelli sente di condividere gli stessi sentimenti di un’intera città “già prostrata da mille difficoltà e alle prese con una complessa situazione sociale”.

“Confido nella competente attività di magistratura e forze dell’ordine – conclude Mongelli – affinché sia presto recuperato questo prezioso simbolo sacro il cui valore è di ben altra natura e di gran lunga superiore di quello che ha mosso la mano dell’ignoto ladro”.

Pina D’Errico

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