Sì alla “Doc tavoliere Nero di Troia”

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Oltre 5 mila produttori della capitanata e della Bat potranno così vedersi riconosciuto il valore delle loro produzioni. Per un settore, quello dell’agricoltura, ormai sempre più lasciato solo dalle istituzioni, quella di aver ottenuto un proprio marchio è l’unica strada per poter aumentare i prezzi di vendita.

Il ministero ha ovviamente stabilito le principali caratteristiche dei nuovi vini doc, a partire dal colore che viene indicato come “rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi tendenti al granato”, mentre l’odore deve essere “caratteristico, intenso, fruttato”, il sapore “secco o abboccato, caratteristico e armonico”.

Per il rosato, invece, un colore meno intenso e un odore delicato e fruttato.I vini sono confezionabili solo in bottiglie e non in dame e damigiane, il disciplinare permette il ricorso a indicazioni geografiche e toponomastiche, a patto che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie e località comprese nella zona di produzione stabilita.

I luoghi precisi e indicati espressamente dal Comitato come culle del vitigno Nero di Troia riguardano i territori di: Valle Scodella, Valleverde, Mortellino, Posta Crusta, Vigna Cenerata, Montecigliano, Cuparoni, Terra dei Bisi, Quarto, I Parioni, Coppa Malva, Terra di Corte, Quadrone delle Vigne Agro di Foggia Santa Chiara Agro di Foggia, Marchesa Agro di Lucera, Masseria Celentano Agro di Lucera, Guado San Leo Agro di San Severo, Tenuta Coppanetta Agro di San Severo, Incoronata Agro di Foggia, Posta Uccello Agro di Cerignola, Risicata Agro di Cerignola, Torre Alemanna Agro di Cerignola, Tenuta Capaccio Agro di Orsara.

Leonardo Ingravallo

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