Tari e Irpef: Cerignola stabilisce aliquote

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Ancora un Consiglio per pochi intimi quello tenutosi sabato mattina a Cerignola ma, questa volta, gli assenti si registrano tra le fila dell’opposizione e così la maggioranza ‘approfitta’ per approvare quei punti saltati nella precedente assise.

Per quanto riguarda le utenze domestiche, la tariffa fissa per le abitazioni occupate da una sola persona è di 1,937 euro, quella variabile ammonta a 31,165 euro. Queste, invece, le tariffe fisse e variabili previste per abitazioni con, rispettivamente, due, tre, quattro, cinque, sei o più persone: 2,248 e 50,882 euro; 2,439 e 65,192 euro;  2,606 e 82,683 euro;  2,630 e 103,353 euro;  2,535 e 109,236 euro.

“La speranza è di poter consentire alle famiglie cerignolane, entro un lasso di tempo ragionevole, di pagare di meno – ha detto nel suo intervento il sindaco Antonio Giannatempo -. Ciò dipende molto dal completamento degli impianti di biostabilizzazione all’interno della discarica di Forcone Cafiero. Questo, infatti, dovrebbe favorire apprezzabili risparmi finanziari per l’Ente nell’ambito della gestione dei rifiuti e, conseguentemente, determinare un abbassamento delle tariffe”.

Confermata, nella stessa riunione, l’aliquota dell’addizionale comunale all’Irpef per il 2014, che rimane fissata allo 0,05%. Via libera del Consiglio anche ai regolamenti per la disciplina dell’Imu (Imposta Municipale Propria), della Iuc (Imposta Unica Comunale) e della stessa Tari.

La riunione aveva preso il via con un intervento del consigliere del Pd Gianni Ruocco, che, prendendo le mosse dalla pubblicazione su ‘Repubblica’ del testo dell’audizione, lo scorso 28 giugno a Bari, del questore di Foggia Piernicola Silvis davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli  amministratori locali, ha denunciato come la discussione sulla criminalità a Cerignola sia un tema di fatto sparito dall’agenda dell’assise comunale.

“Più di un anno fa – ha detto Ruocco – in quest’aula optammo per un’autoconvocazione del Consiglio Comunale per affrontare l’ argomento. E’ vero che le competenze in materia di noi tutti sono limitate e  che abbiamo uno scarso potere decisionale, ma rilevo con disappunto come di quella richiesta non vi sia più traccia, come tutto sia scivolato nel dimenticatoio. E’ un fatto grave perché parliamo di qualcosa che sta minando alla base la convivenza civile all’interno della nostra comunità. E’ inquietante, perciò, il segnale di trascuratezza che stiamo lanciando alla popolazione: stiamo alzando le mani, ci siamo arresi alla criminalità”.

Per  Michele Allamprese, consigliere di maggioranza, anch’egli “allarmato dal quadro sconcertante della situazione in provincia di Foggia tracciato da Silvis”, non servono a nulla le discussioni sociologiche in Consiglio Comunale, “perché abbiamo capito bene come, per controllare un territorio di questo tipo, occorra un rafforzamento degli organici delle forze di polizia. Ci è stato già detto in numerose occasioni che ciò, purtroppo, non può avvenire per via della spending  review. E allora ribadisco, come ho già detto tempo fa suscitando l’ilarità di qualcuno, che l’unica prospettiva concreta è l’impiego dell’esercito per affrontare una situazione di assoluta emergenza come è quella di Cerignola, letteralmente assediata dalla malavita”.

Allamprese ha invitato “chi inorridisce di fronte ad  un’eventuale militarizzazione del territorio a offrire un’alternativa, proponendo soluzioni differenti. Di fronte agli attacchi di bande criminali che, per le armi a loro disposizione, sono ormai assimilabili a formazioni paramilitari, servono risposte diverse da quelle finora fornite”.

Sul tema è intervenuto anche il primo cittadino Giannatempo, che ha chiesto a tutti di “astenersi dalla tentazione di tuffarsi nelle solite speculazioni politiche”. Il Sindaco si riferiva all’accusa da lui subita di aver minimizzato la gravità della situazione cerignolana nella sua audizione davanti alla stessa Commissione parlamentare, che ha preceduto di un giorno quella del questore Silvis.

“Ho cercato, il 27 giugno, di far capire come stessero le cose da queste parti alla presidente Lo Moro e agli altri componenti dell’organismo parlamentare – ha detto -. Ho tentato di descrivere il contesto di gravissima crisi sociale ed economica dal quale la criminalità cerignolana sta traendo linfa vitale per ingrossare le file del suo esercito. Era doveroso farlo, visto che qualcuno, in quella commissione, era così informato su quanto succede qui da confondere la criminalità foggiana, garganica e del Tavoliere con la Sacra Corona Unita leccese e brindisina. Invito chi volesse a controllare le mie dichiarazioni. La presidente Lo Moro, invece, il 28 giugno ha espresso tutto il proprio stupore a Silvis dopo aver ascoltato le sue parole, imputando al sottoscritto di aver raccontato un altro film il giorno precedente. Probabilmente sperava di spingere Silvis a muovermi qualche critica, ma non è riuscita nel suo intento, vista la correttezza mostrata dallo stesso questore”.

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