Aperto polo museale a Cerignola, Giannatempo: “Rimettiamo le mani sulla nostra storia”

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Sedici pannelli fotografici ed un video-documentario narrano la storia della comunità italiana, composta quasi esclusivamente da pugliesi, emigrata tra il 1820 ed il 1870 a Kerch, in Crimea, e poi deportata nei gulag del Kazakistan nel 1942, per ordine di Stalin. Uomini, donne e bambini che, nonostante vivessero ormai da molto tempo in quelle terre, il dittatore sovietico considerò nemiche dell’Urss in quanto italiani.

La mostra, che si potrà visitare tutti i giorni dalle 18.30 alle 20.30, è curata per la parte iconografica da Stefano Mensurati, vicedirettore di Radio Rai, e da Giulia Giacchetti Boico, presidente dell’ associazione ‘Cerkio’, che riunisce in Crimea le persone di origine italiana, e per la parte video-documentaristica dal giornalista Tito Manlio Altomare.

Il Museo Multimediale delle Fosse Granarie, che, attraverso tecnologie innovative, rimarcherà il ruolo che le stesse Fosse hanno avuto nel formare l’identità del popolo cerignolano e la Galleria dei Cerignolani illustri. Un riconoscimento del valore delle opere che hanno visto protagonisti, in diversi ambiti, personaggi che hanno reso celebre Cerignola: Giuseppe Di Vittorio, Giuseppe Pavoncelli, Pietro Mascagni, Pasquale Bona e Nicola Zingarelli. Un museo che parte da lontano, afferma il presidente della Pro Loco, Antonio Galli. Dare nuova linfa, attraverso il Polo Museale, al Piano delle Fosse, significa rimettere le mani sulla nostra storia. Lo ha detto il sindaco Antonio Giannatempo: “Abbiamo investito tante energie come amministrazione per far conoscere a tutti questa area di ben 26mila metri quadri, ultimo esempio di una modalità di conservazione del grano tipica della Capitanata prima dell’avvento dei silos metallici fuori terra. Si creano così le premesse per avviare un’operazione di marketing culturale del territorio”.

Sono state inaugurate le altre sale del museo, intitolate ai nostri concittadini Carmine Buttiglione, Tommasino Conte, Maria Conte e Daniele Cellamare. A chiudere la serata, ‘I giorni del Grano’: uno spettacolo musicale di Michele Dell’Anno e Gaetano Ruggiero dedicato al cereale simbolo della nostra terra.

L’emigrazione degli italiani in Crimea nell’ottocento fu favorita dalle agevolazioni offerte dall’impero zarista per modernizzare il Paese. Persone qualificate, che crearono in loco una notevole e fiorente economia. Un’imprenditoria pugliese ante litteram, che subì, poi, durissimi contraccolpi economici, sociali e umani con l’avvento del comunismo prima, delle purghe staliniane poi, della seconda guerra mondiale infine.

Tommaso Lamarina

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