Nuzziello: “la bozza della legge di stabilità non è degna di uno stato civile”

0
3

Quello che sta mettendo in atto il Governo di larghe intese nel varare la Legge di stabilità è un’operazione scellerata che mira a bersagliare, e non è la prima volta, le categorie più deboli e il comparto sociale. Mentre tutti si aspettavano qualche taglio di spesa pubblica, possibilmente collegato all’avvio di riforme, nella bozza non si vede altro che una riduzione microscopica del cuneo fiscale e delle imposte per dipendenti e imprese e, ‘in cambio’, quello che si può definire un vero e proprio ‘risparmio sui disabili’.

Il Consiglio dei Ministri non la smette di agire senza interfacciarsi con chi opera nel sociale, con chi lotta quotidianamente per un’integrazione che sembra non arrivare mai e decide di stringere la cinghia sui disabili e sulle indennità di accompagnamento, sussidi spesso vitali soprattutto per chi percepisce una pensione sociale da ultimi posti in Europa.

Se si guarda la bozza della legge di stabilità per il 2014, poi, si noterà che il sociale viene bistrattato una seconda volta: al fondo per le politiche sociali infatti, sono stati assegnati 300 milioni, la stessa cifra che era stata assegnata dalla legge di bilancio per il 2013. Al Fondo per la non autosufficienza vengono assegnati 250 milioni, 25 in meno di quelli dello scorso anno.

Non sono decisioni degne di uno stato che si reputi civile e che spesso specula su argomenti futili. La discussione politica a livello nazionale deve necessariamente garantire che per i pensionati, i disabili e le categorie più deboli i diritti alla salute, istruzione, lavoro, tempo libero, vita di relazione, diventino diritti esigibili. L’indennità di accompagnamento è uno di questi e ridurla equivale ad un ennesimo autogol da parte del Governo.

Sarebbe molto più costruttivo, invece che decurtare le indennità di accompagnamento ai disabili, iniziare realmente un censimento delle persone disabili, che in Italia non esiste. Questo Governo delle larghe intese deve seriamente monitorare in maniera costante la competenza professionale dei componenti delle commissioni di invalidità civile: è ora di mettere fine a procedure, che oltre ad essere costose per la pubblica amministrazione, rappresentano umiliazioni ed angherie inutili a cui i diversamente abili sono oggi sottoposti.

Trovo assurdo e inconcepibile che il Governo parli di tagli al comparto sociale e non si renda conto che permette operazioni disumane come costringere a visite mediche di controllo persone affette da malattie genetiche e che sin dalla nascita sono destinate con le proprie famiglie ad una lotta senza fine, per vivere in modo dignitoso la propria malattia, sapendo di non poterla mai sconfiggere o fare regredire. Si tratta di un’offesa ai diritti inviolabili dei cittadini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here