Ultras ad amministratori: “la rovina dell’Audace Cerignola siete voi”

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Organizzano pullman per ogni trasferta, non temono caldo afoso o pioggia, sventolano le loro bandiere giallo-azzurre, intonano cori. Ops, intonavano cori.

No, è giusto usare il presente solo che adesso lo sventolio delle bandiere e i cori accompagnano sfilate di protesta fuori dagli stadi. Sono i tifosi dell’Audace Cerignola privati di una squadra.

Non ripeterò il solito ritornello già scritto su queste ed altre pagine, già detto da tifosi e cittadini “la Cerignola sempre alla ribalta della cronaca si riscatta con lo sport”. E’ vecchia, è palese. Né scriverò delle potenzialità della squadra che molto ha dimostrato in campionato.

Non sono una ultras del calcio, su quei pullman non sono mai salita, quelle bandiere non le ho mai impugnate, ma sono una ultras di quei valori che lo sport racchiude, quelli che Antonello Venditti canta nella sua ‘Grazie Roma’, quelli che spingono il tifoso ad abbracciare lo sconosciuto vicino di panca dalla faccia colorata, senza paura dell’altro, del diverso.

Quelli che rendono divertente un ‘vaffa’ e rivelano il proprio impegno in esilaranti fascioni e cartelloni. Sì perché il calcio è inventiva anche per chi sta fuori dal campo. È emozione, è pianto, allegria, batticuore. Lo so, ci sono gli eccessi, le mazze e le mazzate, ma non sono quelle la regola, solo il ‘caso da giornale’.

Ora a Cerignola, per colpa dei vertici, dell’amministrazione, delle vicissitudini,  della mancata iscrizione e del rigetto del ricorso per l’ammisione in Serie D 2013-2014, quei colori simbolo del nostro paese non si vedranno più sventolare, quelle orde urlanti di visi colorate e teste fasciate di giallo-azzurro che travolgono per eccessiva vivacità resteranno a casa a tifare davanti alla tv per la serie A.

Ma la città non si arrende e da giorni protesta. “Con una strategia fallimentare, i dirigenti sportivi dell’Audace, hanno distrutto il sogno di una squadra centenaria, che ora scompare dal panorama calcistico. Noi Ultras 1984 diciamo con forza basta! Urliamo la nostra delusione, perché troppo stanchi di promesse vane.

Quello che è successo al calcio è la sintesi del momento storico che vive la città” commentano i tifosi ieri in marcia da piazza Matteotti a Palazzo di Città inveendo in coro contro il presidente Giuseppe Dinisi, il dg Francesco De Cosmo e il sindaco Antonio Giannatempo “la rovina dell’Audace siete voi”.

Resta l’amarezza espressa con i sit-in, resta la voglia di vedere le proprie giovani promesse emergere, la voglia di urlare, ma l’Audace non c’è più e a Cerignola, per noi della stampa, restano le mazze e le mazzate.

Rosaria Albanese

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