Lavori a Duomo di Cerignola: la parola al Pdl

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Il Vescovo chiede la cripta e si scatena l’inferno. Tutti vaticanisti, tutti architetti, tutti ingegneri. Chi prevede che il Duomo Tonti sia a rischio di crollo con gli scavi, chi teme che la religiosità del luogo di culto ne esca scalfita, chi propone costosissimi referendum pur di mostrare che esiste, chi ne fa una strumento di lotta al sindaco Antonio Giannatempo che ha semplicemente autorizzato futuri lavori, in quanto proprietario dell’immobile. E pensare che i soldi che saranno impiegati sono della diocesi di Cerignola e Ascoli Satriano. Non del Comune.

I Consiglieri comunali del Popolo della Libertà, Gianvito Casarella e Arcangelo Marro sono intervenuti, rispondendo alle varie accuse di Archeoclub, Centro studi e ricerche Torre Alemanna, Museo Etnografico, ex assessore provinciale Domenico Farina, consiglieri di opposizione Franco Metta e Gianni Ruocco.

CASARELLA | Da Twitter e Facebook, la posizione del presidente della Commissione Cultura, Gianvito Casarella: “Dei lavori in Duomo interessa solo al Vescovo, a associazioni uninominali e trine, e a politici disoccupati o in cerca di suggestive vetrine”. In sostanza, aveva spiegato durante ‘A carte scoperte’ del 5 maggio su Radio Trc, “al massimo si sarebbe potuto discutere sull’opportunità che la Chiesa spenda quei soldi per quella ragione in un momento simile”.

Ma il resto delle polemiche pare a Casarella non avere fondamento: “La vicenda mi appassiona talmente poco. E credo che così sia per tanti credenti. Ma serve strumentalmente a chi, mai presente nelle vicende locali, adesso prova ad entrarci per ritagliarsi un ruolo. Addirittura si afferma che il sindaco non sarebbe rappresentativo della città. Chi lo dice, e crede di esserlo, dovrebbe prima candidarsi e poi parlare se avrà preso i voti. Questa è la democrazia”.

MARRO | Arcangelo Marro, consigliere comunale Pdl, rispedisce al mittente l’ipotesi referendaria per far pronunciare la cittadinanza dopo che 3 associazioni culturali 6 anni fa avevano raccolto 5mila firme per dire ‘no’ non si capisce bene a cosa. “Costerebbe alle casse comunali tra i 300 e i 400mila euro, somma che, in un momento così delicato come questo, in cui tra l’altro incombono problemi ben più urgenti e gravi, non è il caso di utilizzare in tale modo”, avverte Marro.

D’altro canto, i lavori che infiammano una parte (l’altra ha cose più importanti a cui pensare) di Cerignola “sono stati autorizzati dalla Sovraintendenza ai beni culturali”. Per questo, per Marro, che è anche architetto, “le ipotesi di un eventuale cedimento dell’intero edificio sono lontane dal vero”. Nè chi lancia l’allarme “conosce il progetto di cui parla”. Stessa prevenzione preconcetta si ebbe nel 2005, quando il Vescovo don Felice Di Molfetta volle le finestre istoriate, ad arricchimento della spoglia cattedrale.

Per questo oggi, al Monsignore per Marro giungono strali “gratuiti ed immotivati”, a proposito della costruzione del conditorio sotto la navata centrale della Cattedrale di San Pietro e Paolo Apostoli. “I lavori – auspica Marro – abbelliranno ed arricchiranno il Duomo, oltre ogni funesta previsione dei maleinformati”.

PdL – Cerignola

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