San Marco in Lamis: 80 randagi, nessun rifugio

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“Caro Direttore, sono presidente di un’associazione di protezione animali di San Marco in Lamis e da sempre lotto per la difesa dei nostri amici a 4 zampe. Come può immaginare la battaglia è ardua e se non fosse per la mia tenacia già da tempo ci avrei rinunciato ma l’amore per i nostri pelosetti, mi dà la carica per lottare sempre.

Veniamo al problema: da circa 4 anni mi occupo di 80 cani che, con la precedente amministrazione, avevamo ricoverato in una struttura privata adibendola ad un rifugio temporaneo, con la promessa di una imminente costruzione di un canile che ad oggi non si è ancora visto.

Dal 15 ottobre 2012 su sentenza del giudice ho dovuto rilasciare i fondi dove erano ricoverati gli 80 cani con conseguente re-immissione degli stessi sul territorio e da quel giorno per me è iniziato l’inferno. L’attuale amministrazione, guidata dall’on. Angelo Cera, ha continuato a fare promesse seguendo le orme della precedente amministrazione, assicurandomi che il problema si sarebbe risolto a breve in quanto era nelle loro intenzioni costruire un rifugio.

Tengo a precisare che queste illazioni hanno avuto inizio nel mese di maggio del 2011 e ad oggi, anche con questa amministrazione, tutto è rimasto com’era con la differenza che ci sono 80 cani abbandonati nella difesa di San Matteo dove, se non fosse per me, non avrebbero nemmeno la possibilità di cibarsi o, meglio, lo farebbero cominciando a sbranare le mucche che sono in pascolo in quella zona e tutto questo porterebbe alla morte degli stessi cani (sarebbero gli allevatori ad eliminarli).

In tutto questo c’è da aggiungere che non riesco più ad avere un euro di contributi necessari per l’acquisto delle crocchette da parte dell’amministrazione che, a dire del vice sindaco, non può far fronte a queste uscite. Io ad oggi vanto un credito nei confronti dell’amministrazione di quasi 9 mila euro, che ho anticipato per l’acquisto di crocchette e medicinali vari e sto cercando di recuperare ma nemmeno questi mi vengono ridati.

In tutta onestà, non so più che fare, ed è per questo che ho deciso di chiedervi aiuto, voglio illudermi che del caos mediatico potrebbe dare una scossa ai signori amministratori i quali, comunque, sono inadempienti per la mancanza di una struttura ricettiva come per legge, sono passibili di denuncia per maltrattamento nei confronti degli animali che, come è noto, sono proprietà del sindaco il quale dovrebbe provvedere al loro benessere e, quindi, non sono affatto nelle condizioni di potersene fregare. Mi date una mano?” conclude la signora Antonietta e noi non ci esimiamo e riportiamo il problema direttamente al sindaco Angelo Cera.

“La signora ha ricevuto massimo apporto e considerazione da questa amministrazione, a disposizione della sua associazione è stata messa una struttura costruita però sul terreno di un privato il quale si è rivolto alla magistratura che ne ha disposto la chiusura.

Per provvedere a quegli 80 cani abbiamo chiesto e ottenuto 7 autorizzazioni fra cui quella della Regione e quella del Servizio beni ambientali, manca solo l’autorizzazione del Parco nazionale del Gargano, nel frattempo per il progetto abbiamo raccolto già 30 mila euro che il Comune gestirà personalmente.

La costruzione del canile ha richiesto un iter difficoltoso proprio perché la signora ha insistito affinché fosse costruito in una zona particolare di San Marco. Data la sua disponibilità e collaborazione con questa amministrazione abbiamo lavorato per accontentarla, i lunghi tempi sono dovuti alla burocrazia, non al disinteresse di questa amministrazione che, invece, proprio in quella zona dove pascola il bestiame, dove le famiglie fanno i picnic, si preoccupa di chi cammina a 4 e a 2 zampe.

Della situazione di questi cani ne ho parlato anche col direttore Asl sottolineando la necessità di provvedere alla loro cura e sterilizzazione non solo quando vengono portati alla sede ma mandando veterinari nei luoghi dove sostano gli animali” conclude l’on. Cera invitando la signora ad un confronto diretto.

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