Manfredonia combatte dispersione scolastica: incontri scuola-famiglia-istituzioni

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Incontro importante, una verifica con le scuole sul complesso problema della dispersione scolastica. I dati di Manfredonia sono preoccupanti: 74 casi di inadempienza segnalati dalle scuole nell’anno 2011 – 2012. E l’inadempienza è l’anticamera di uno scivolamento verso forme di disagio e di emarginazione che portano a situazione più gravi.

“Nelle storie personali dei minori entrati nel circuito penale vi sono alcune costanti, tra cui, per tutti, il mancato completamento del percorso scolastico dell’obbligo”, dicono le assistenti sociali. I rappresentanti di tutte le scuole hanno rimarcato la necessità di operare una differenza tra la scuola primaria e la scuola media. Nella scuola primaria i bambini sono seguiti di più dalla famiglia, i casi di abbandono o le assenze sono ridotti.

E questi casi normalmente sono imputabili alla fragilità della situazione familiare. I bambini, inoltre, a questa età sono maggiormente controllati dalle maestre, che in alcuni casi contattano le famiglie quasi settimanalmente. Nella scuola media, invece, il disamore per la scuola aumenta e sono spesso i ragazzi che dichiarano di non voler andare più a scuola: iniziano con assenze più o meno continue, amicizie con ragazzi più grandi. La responsabilità delle famiglie vi è sempre, poiché non hanno alcuna autorevolezza.

Nell’incontro sono state espresse analisi preoccupanti sui comportamenti irritanti e irriguardosi assunti nei confronti della scuola e di altre istituzioni. Che fare? Come vincere in primo luogo questa disaffezione alla scuola? E’ stato riconosciuto il valore delle attività pomeridiane (cori, attività sportive, teatro), che hanno svolto una funzione positiva, ma che sono state ridotte in tutte le scuole per mancanza di fondi.

Sul fronte delle famiglie la proposta di corsi formativi lascia scettici insegnanti e dirigenti: vi è una scarsa partecipazione dei genitori e delle mamme in particolare. Le mamme, si evidenza, sono l’anello debole, soprattutto laddove per separazioni o divorzi il padre è assente. Spesso a partecipare agli incontri sono sempre famiglie già attente alle esigenze educative dei figli. E a questo proposito si sottolinea l’esistenza di 2 città: una consapevole e l’altra priva di senso civico, che non sa o non conosce le opportunità di servizi offerti dalla pubblica amministrazione.

Nell’incontro tra l’assessorato alle Politiche Sociali e le scuole sono stati condivisi alcuni impegni: un modello unico per la comunicazione scuola – servizi sociali sulla dispersione scolastica, la necessità di stabilire forme di comunicazione più celeri, monitorare attentamente le situazioni di maggiore rischio, offrire una maggiore copertura di informazione sulle opportunità che vengono offerte, coinvolgere i nuclei familiari che vivono nelle periferie alla vita della città.

“Certo l’immagine delle 2 città è inquietante. E occorre riflettere su forme di collegamento tra centro e periferie ed anche sulla necessità di organizzare iniziative nelle aree periferiche. Questa preoccupazione riguarda anche i nuovi comparti, lontani dalle scuole e privi anche di luoghi di aggregazione sociale”, ha detto l’ assessore Paolo Cascavilla.

L’appuntamento per una verifica ulteriore è stato fissato nella seconda metà di aprile, occasione in cui si discuterà sull’andamento dell’assistenza specialistica garantita dai Comuni nell’ambito dell’integrazione scolastica dei disabili e della situazione dell’inadempienza.

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