Divieto di balneazione a Margherita e Zapponeta: solo un equivoco

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Una voce che si diffonde da un bar all’altro accompagnando la discussione politica sulla manutenzione dei depuratori cittadini ma senza alcun fondamento.

La qualità delle acque per la balneazione in Europa resta in genere elevata, ed è migliorata rispetto all’anno scorso, a garantirlo l’Agenzia Europea per l’Ambiente(AEA) nella relazione annuale sulla qualità delle acque di oltre 22 mila siti di balneazione tra cui spiagge, fiumi e laghi in Europa.

I risultati di quest’anno, nonostante timori e polemiche, sono più che soddisfacenti: non solo continua il trend in salita iniziato dagli anni ’90, nel 2011 si registra un miglioramento di 3,5 punti percentuali sui dati dell’anno precedente. Il 77,1% dei siti di balneazione europei, infatti, godono di ottima salute, ossia sono conformi ai valori guida della Direttiva UE del 2006 sulle acque di balneazione.

L’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, ha oltre l’80% dei siti con ottima qualità delle acque. Seppur vero che i depuratori, quello di Cerignola, quello di Margherita, quello di Barletta, non fanno come si deve il proprio lavoro, per una ragione o l’altra, nulla ha sollevato questioni di tipo ambientale tali da spingere i Comuni a valutare un divieto di balneazione.

“Un inutile allarmismo lanciato da alcune associazioni, non c’è nessun divieto di balneazione a Margherita se non quello circoscritto a pochi metri a Foce Carmosina dove c’è uno scarico in mare – spiega l’assessore all’Ambiente di Margherita, Domenico Ricco –.

Abbiamo appreso in via informale dei problemi del depuratore di Barletta, siamo in stretto contatto col sindaco della città e per adesso non ci sono problemi per le nostre acque. Si tratta solo di voci, stiano tranquilli i bagnanti il grado di monitoraggio non è mai stato così elevato” conclude Ricco ricordando che il depuratore di Margherita è stato sequestrato dal Noe una decina di giorni fa. Rassicurazioni anche da Domenico Rizzi, sindaco di Zapponeta: “il nostro mare è pulito, non inquinato”.

A confondere i bagnanti forse anche la divulgazione di tre diverse ordinanze emesse dalla Capitaneria di Porto di Barletta per modificare e restringere il limite delle acque sicure sulla costa di Margherita di Savoia, stabilire nuove regole per la pesca dei molluschi bivalvi sia nella città salinara che nelle acque di Barletta e rinnovare i divieti di transito in mare nel porto di Bisceglie dov’è in corso la realizzazione di una diga.

Su richiesta del Comune di Margherita, che intende prevenire incidenti nelle acque di sua giurisdizione, l’autorità marittima con provvedimento n. 33 del 28 giugno ha introdotto un livello più restrittivo per le acque sicure, riducendolo da 1,60 metri a 1,30 metri e che ora dovrà essere segnalato. Ma tutto ciò nulla a che fare con la possibilità di farsi una bella nuotata, tra qualche alga forse, in un mare che poco valutiamo, magari per il confronto col Gargano, ma che ancora ben ci accoglie tra movida e acqua, insistiamo, balneabile.

 

Rosaria Albanese

2 COMMENTI

  1. Ieri 30 luglio 2012 mentre facevamo il bagno, in una delle “calette” del comune di Margherita di Savoia, sono furoiuscite, da un canale, acque di color rosso e grigio melmoso che in pochi istanti hanno colorato le acque facendole diventare rosa!
    Le acque erano pudrite e male odoranti.
    Tutto questo per onore di cronaca.

  2. Per favore, se ricapita una cosa del genere recatevi nella più vicina farmacia, acquistate una provetta/vasetto di quelle per analisi urine e/o sangue (conservate lo scontrino per dimostrare che era NUOVA), e raccogliete quelle acque, portatele presso la stazione di Polizia, Carabinieri oppure Guardia di Finanza e fate un esposto/segnalazione sulla cosa. In Italia le Forze dell’Ordine hanno il dovere di farle analizzare e verificare, poiché nel nostro ordinamento esiste l’obbligatorietà dell’azione penale (e l’inquinamento delle acque, appunto, è reato). Se gli agenti si rifiutano di procedere a raccogliere la vostra segnalazione, e soprattutto se si rifiutano di far analizzare le acque, avvisateli che potete denunciarli per il reato di omissione di atti d’uffico!
    Mi sembra che ci sia stata un pò troppa mobilitazione dei sindaci locali per smentire (e basta, senza pubblicare uno straccio di analisi effettuate sull’acqua) il fenomeno.. ABBIANO IL CORAGGIO DI PUBBLICARE ANCHE IL RISULTATO DI ANALISI CHIMICHE APPENA EFFETTUATE!!!

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