Manfredonia, Riccardi e Rinaldi in difesa del bilancio comunale

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Angelo Riccardi: “Il Comune è come se avesse in qualche maniera anticipato gli effetti della ‘spending review’, basta il solo dato della contrazione delle spese correnti per dimostrare gli sforzi compiuti nel corso dell’anno 2011: le spese correnti, ossia le spese ordinarie sostenute dall’Ente per garantire l’assolvimento delle funzioni istituzionali e fondamentali e per l’erogazione dei servizi pubblici alla collettività, sono passate da 45 milioni di euro del 2010 a 37,6 milioni di euro nel 2011.

Sono stati attivati, inoltre, 4,7 milioni di euro per investimenti necessari alla città e al suo sviluppo. Sul tema delle partecipate, il nostro Comune ha un solo limite, quello di voler garantire alla collettività il maggior numero possibile di servizi pubblici e per far questo ha dovuto fare anche delle scelte difficili.

L’unica società che presentava reali difficoltà era il Consorzio di Gestione del Mercato Ittico; è stato posto in liquidazione a novembre scorso, e da circa due settimane è ripartito con una gestione diretta. L’alternativa sarebbe stata quella della chiusura, creando non poche difficoltà al sistema economico locale della pesca e al suo indotto.

Sul concetto di ‘poltronificio’, va precisato che lo snellimento dei consigli di amministrazione è un tema che non riguarda le nostre partecipate; e le figure di ‘revisori e certificatori’ sono richieste per legge”.

Pasquale Rinaldi: “La lettura dei dati di un bilancio può essere soggetta a diverse strumentalizzazioni, ma i numeri non possono essere interpretati diversamente da quelli che sono. La vera questione è saperli leggere correttamente. È facile confondere la crescita di un indicatore dato da un rapporto di numeri, se non si conoscono le fonti dei numeri stessi.

Tanto per essere chiari, l’aumento della pressione fiscale, contestata, è frutto di una diversa allocazione di alcune poste di bilancio che il legislatore ha stabilito a decorrere dal 2011. I vecchi trasferimenti dello Stato, dal 2011, vengono contabilizzati tra le entrate tributarie. Appare scontato che l’indice che mostra la pressione fiscale sopportata dal cittadino schizza verso l’alto.

Una lettura più attenta della relazione tecnica di accompagnamento al Consuntivo 2011, proprio nella pagina introduttiva, avrebbe sciolto ogni dubbio. Sul patrimonio pubblico, va ricordato l’ottimo risultato dell’alienazione dell’ex mercato rionale, non più funzionale alle attività istituzionali dell’Ente, che ha portato nelle casse del Comune 2,3 milioni di euro destinati alla copertura di vecchi debiti fuori bilancio e di nuovi investimenti che, altrimenti, sarebbero stati finanziati da nuovo debito, a discapito del cittadino.

Infine, solo una precisazione sullo svolgimento del Consiglio Comunale: l’apertura dei lavori è stata preceduta dalla richiesta di una discussione unica, approvata all’unanimità dall’aula. La disattenzione non è ammessa nell’assise di massima espressione di democrazia”.

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