Foggia, dall’inferno al paradiso: Italia-Germania 4-3

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Forse merito degli dei del pallone o del fortuito caso ma il match tra l’under 20 di mister Gigi Di Biagio e i pari età tedeschi riconcilia, almeno per un paio d’ore, i tifosi foggiani con il calcio.

Novanta minuti magici che, visto il 4-3 finale, hanno riportato la mente dei presenti alla storica semifinale mundial del 17 giugno 1970 all’Azteca di Città del Messico.

Niente caroselli in piazza per carità, ma il dolce sapore di una piccola grande impresa made in Italy si. Nessun parallelismo tecnico o voli pindarici esagerati ma alzi la mano chi, saputo il risultato finale, non abbia subito fatto un salto indietro nel tempo andando alla ricerca di quella memorabile nottata italiana.

E per lo scosso pubblico dauno il fatto che alla guida delle promesse del nostro calcio ci fosse un vecchio beniamino di casa è stato un motivo in più per sorridere. Il play maker di zamanlandia (forse c’è anche qualcosa del boemo in questo 4-3) presenta, tanto per non smentirci, un 4-3-3 molto offensivo con Sansone e De Luca ai lati del bomber Fischnaller.

Proprio quest’ultimo è uno dei protagonisti dell’incontro e con una doppietta (entrambe le reti su rigore) prima inizia e poi conclude la rimonta azzurra dopo lo 0-2 iniziale firmato dai tedeschi Polter e Mustafi.

Di Longo il momentaneo 2-2. Dopo il 3-2 solita reazione rabbiosa germanica che ancora con Polter ristabilisce la parità fino a quando De Vitis (figliò di Totò ex Verona a Piacenza, subentrato 6 min prima proprio a Fischnaller) a 5 minuti dal termine lascia di sasso il numero uno ospite con un pregevole colpo sotto.

Grande la gioia sugli spalti (6mila i presenti) e grande la soddisfazione del ct che ringrazia tutti per l’accoglienza riservatagli: “non tornavo qui a Foggia dal lontano ’95. Passai alla Roma dopo la retrocessione e non ebbi più modo di giocare allo Zaccheria.

Abbiamo ricevuto una grande accoglienza, avevo preannunciato ai miei ragazzi che avremmo trovato lo stadio pieno. Hanno la grandissima possibilità di dimostrare tutto il loro valore e non devono sprecarla. Le cose nel calcio italiano stanno cambiando.

Oggi c’è molta più attenzione per i giovani a causa della dilagante crisi economica. I club preferiscono dare più spazio agli under perché costano meno e (soprattutto) sono molto bravi. A proposito, segnatevi i nomi di De Luca e Fischnaller, sentirete molto parlare di loro”.

E dopo aver criticato il bonus spettante alle società per l’utilizzo degli under (“può essere un’arma a doppio taglio. Bisogna distinguere chi gioca perché è bravo da chi gioca solo perché porta il minutaggio. C’è il rischio che l’anno prossimo ci siano molti di questi giovani disoccupati”) un cenno anche sul momentaccio a livello finanziario delle società pugliesi: “la crisi non riguarda solo questa regione ma tutta l’Italia.

Credo che il problema sia la programmazione sbagliata. Si cercano risultati nel breve termine, non c’è pazienza e si entra facilmente in crisi”. Che la vittoria degli azzurrini non sia servita alla vittoria del ‘Quattro Nazioni’ (andata alla Germania stessa) è solo un effimero dettaglio.

Daniele Bottalico

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