Immigrati fuori da San Giovanni Rotondo, Fli: Pompilio come Gentilini

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L’amministrazione comunale si oppone fermamente all’ingresso di extracomunitari sommariamente identificati, perché tra questi potrebbero annidarsi potenziali cellule terroristiche.

Nella migliore delle ipotesi un apparente beneficio economico derivante dall’accoglienza di queste persone negli alberghi, si trasformerebbe presto in un ritorno di immagine negativa, dovuto all’accattonaggio indiscriminato che si riverserebbe sulla città, danneggiando così l’intero sistema di accoglienza turistica” aveva scritto a Maroni il sindaco di San Givanni Rotondo.

A dissentire per primi i componenti del locale Pd, a cui segue la risposta del’assessore alla Protezione civile Regione Puglia, Fabiano Amati, che definisce quello di Pompilio “un punto di vista razzista e xenofobo”. Si difende il sindaco di San Giovanni Rotondo “Il razzismo e la xenofobia non fanno parte della mia cultura” e tranquillizza Fli: “meno male, sennò c’era da preoccuparsi.

Non sappiamo, infatti, se l’amico Pompilio fosse stato razzista, cosa mai avrebbe potuto dire, visto che si preoccupa dell’arrivo nella città di San Pio di “immigrati extracomunitari sommariamente identificati” in un grande centro della cristianità (si sa che il Cristianesimo è un affare da uomini bianchi) e denuncia fra i problemi della città la “presenza di zingari”.

Purtroppo per Pompilio il ruolo di sindaco capace di affermare le idiozie razziste peggiori è stabilmente occupato dall’ex-primo cittadino di Treviso Giancarlo Gentilini della Lega Nord. Tuttavia, la sua presenza nella top ten è assicurata ed essendo molto più giovane del leghista veneto, magari riuscirà a succedergli”.

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