Lucera, oncologia a rischio chiusura

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Potrebbe chiudere già da lunedì 18 luglio il reparto di oncologia della struttura ospedaliera di Lucera, a rischio anche le visite già programmate a cui la struttura non potrà provvedere a causa della mancanza di personale, Lombardi è infatti l’unico oncologo della struttura.

Sospesi pure i contratti dei dottori Palasciano di Geriatria, Di Maggio di Oculistica, Fallucchi Anestesia e Medicina Iperbarica, Calzone Medicina Interna e Ricciardi Veterinario e di un ingegnere per l’area gestione tecnica, una strada che sembra portare dritta verso la chiusura definitiva del nosocomio, così come già successo a San Marco in Lamis.

Dal 18 luglio il dottor Lombardi andrà in ferie, dal 1º agosto cesserà definitivamente il suo rapporto di lavoro con la divisione ospedaliera che perderà il suo unico oncologo.

Impossibile allora garantire il proseguimento dei lavori nel reparto di oncologia, fino ad oggi, ad affiancare il dottor Lombardi, solo un altro medico in convenzione che presta servizio tre giorni a settimana, tempo non sufficiente per soddisfare le richieste di un ospedale che solo nel primo semestre 2011 ha avuto circa 2.000 accessi al reparto, oltre 300 visite ambulatoriali ed ha già pronte una quarantina di nuove cartelle mediche.

La decisione della Direzione Generale dell’Asl foggiana è collegata alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima una norma sulla stabilizzazione del personale dei ruoli di alcune professionalità del mondo della sanità pugliese con l’intento di salvaguardare alcune figure professionali.

Al direttore generale dell’Area Gestione del Personale dell’Asl di Foggia, Armando Liberatore, è stata richiesta una più attenta valutazione della sentenza della Corte Costituzionale volta a verificare nel dettaglio a quali professionalità sia indirizzata.

Intanto il professor Lombardi, come i suoi colleghi, viene licenziato senza essere mai stato assunto, le ripercussioni le avvertiranno i malati di oncologia ma anche le strutture ospedaliere di Foggia e San Giovanni Rotondo che, già oberate di lavoro, vedranno crescere le richieste di cure a cui probabilmente non potranno far fronte.

In realtà la sentenza della corte tutela gli ospedali con carenza di personale ponendo come eccezioni al paragrafo tre le situazioni in cui “la cessazione immediata dal servizio dei dipendenti determinerebbe enormi difficoltà di funzionamento dei servizi in cui attualmente sono incardinati”.

A schierarsi con i colleghi licenziati e a chiedere spiegazioni il primario di Medicina interna, oncologia e lungo degenza, il dottor Angelo Benvenuto, che lunedì incontrerà il direttore generale Castrignanò. Intanto restano sospese le visite in programma già dalla prossima settimana.

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