Pece si dimette, il Pdl si ricompatta ma l’Udc è ancora un alleato?

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“Non sono attaccato a poltrone. Antonio si. Non sono abituato a stare sotto ricatto. Antonio si. Non sono abituato ad essere guardato male da amici e colleghi di lavoro solo perché il ‘caso Pece’ li avrebbe mandati a casa. Forse per sempre. Ma Antonio è abituato anche a questo” scrive Pece che si rivolge poi a Gerardo Defeudis, uno dei consiglieri che ha preteso le dimissioni, per spiegare la proposta pre-commiato fatta in giunta: “da sindaco avrei dato due assessorati a La Cicogna. Mi sarebbe piaciuto dare la Sicurezza a Franco Metta e la Cultura a Lucia Lenoci. Nella prossima tornata elettorale Franco avrebbe fatto il candidato sindaco e Antonio era libero di potersi candidare altrove. I dissidenti-ricattatori del Pdl potevano così non servire più, meglio avere cinque seri consiglieri de La Cicogna. Un ragionamento politico” di cui pare non fosse a conoscenza nemmeno Metta. Si ricompatta il Pdl, non è più necessario il paventato azzeramento della giunta promesso da Giannatempo, ora però bisogna assicurarsi l’appoggio dell’alleato Udc, nelle cui fila si era già registrato un certo malcontento, il partito potrebbe chiede una rimodulazione della giunta in seguito alla scissione con Unione di Capitanata. Rassicura Luca Reddavide, consigliere ed esponente del neo partito, “Non chiederemo assessorati, se ci sarà una rimodulazione della giunta confermeremo Curiello e Romano, prefe-riamo pensare a una confederazione di moderati: chiunque non si senta rispecchiato negli altri partiti da noi è il benvenuto. Al sindaco chiediamo solo che non passi il messaggio che chi si impone ottiene”.

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