UCD Foggia tra campagna abbonamenti, sfratto Zaccheria e nuova rosa

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Ieri, nella sede consiliare del Comune di Foggia, si è tenuta una conferenza stampa alla quale erano presenti i massimi vertici della nuova società calcistica foggiana compreso il presidente onorario e sindaco di Foggia Gianni Mongelli.

Durante l’ incontro, in attesa di avere qualche certezza in più in merito ai nuovi ingressi societari (si studiano offerte provenienti da imprenditori del nord), è stata presentata la nuova campagna abbonamentie e si è cercato di far luce sulla questione stadio.

Il Presidente dell’ACD Foggia Calcio, il foggiano Davide Pelusi, ha presentato la doppia tariffa a prezzo pieno e ridotto per gli abbonamenti: “Per i primi mille abbonati, se dovessimo raggiungerli entro le ore 24 di domenica 26, il costo di prevendita sarà a carico dell’ ACD Foggia Calcio”. Gli abbonamenti sono già disponibili nei punti vendita convenzionati, mentre da lunedì prossimo sarà possibile acquistarli on line, in settimana, nei botteghini dello stadio.

“A raggiungimento di 500.000 euro della raccolta abbonamenti – ha continuato il Pelusi – il 10% sarà destinato al potenziamento della rosa, e questo per far capire che il Foggia è dei foggiani”. Iniziativa questa che fa ben sperare sulla possibilità di riempire lo stadio in vista dell’esordio previsto per il 2 settembre.

Già, ma quale stadio? Nel Comune di Foggia da ieri è affisso il decreto di sfratto per morosità dell’U.S. Foggia, che invita la vecchia società, ovvero l’ U.S. Foggia di Casillo, a liberare lo stadio Zaccheria. Ma Casillo ha negato a più riprese  l’utilizzo del rettangolo verde alla nuova società sportiva in virtù di una concessione che la legge gli accredita fino a metà settembre.

Nonostante la complessità del caso, lo stesso presidente Pelusi e il sindaco Mongelli si dichiarano moderatamente ottimisti. “Spero che sul problema stadio, tutto venga risolto, con civiltà e nel migliore dei modi” ha risposto Pelusi ai presenti.

Lo stesso ha poi aggiunto che nella peggiore delle ipotesi si potrebbe decidere di giocare la prima partita casalinga allo Stadio Miramare di Manfredonia oppure chiedere al Francavilla l’inversione di campo, giocando così l’andata in trasferta ed il ritorno in casa.

“Quella convenzione sullo stadio era stata affidata all’U.S. Foggia – ha affermato Gianni Mongelli – perché rappresentava la città, la massima espressione dello sport foggiano. Ma l’U.S. Foggia avendo perso il titolo sportivo, non può ritenere valida la convenzione dello stadio, non esiste il diritto di ritenzione.

C’è poco da girare intorno al problema – ha proseguito il sindaco – lo stadio deve essere riconsegnato alla città e quindi all’ ACD Foggia Calcio. Siamo pronti al dialogo e attendiamo la riconsegna dell’accessibilità allo stadio in maniera civile e pacifica.

L’U.S. Foggia dice di aver fatto lavori nell’impianto a sue spese ma è anche vero che non ha versato tasse comunali come Tarsu, per esempio. Ma di questo se ne parlerà civilmente attorno a un tavolo, e ciò non deve impedire il lavoro di chi vuole continuare a fare calcio a Foggia”.

Per il momento dunque, traspare da tutte le parti in causa un moderato ottimismo, ma la questione potrebbe portare ulteriori grattacapi specie dopo l’affissione del decreto di sfratto. La speranza in città è che si possa al più presto tornare a parlare di calcio giocato, gol e parate e non di vil danaro, concessioni e sfratti.

 Doriana Davenia

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