Sindaco di San Giovanni Rotondo: “no extracomunitari in città”. Amati: “razzista e xenofobo”

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“Considerato che la nostra città è un centro della cristianità tra i più importanti del globo l’amministrazione comunale si oppone fermamente all’ingresso di extracomunitari sommariamente identificati, perché tra questi potrebbero annidarsi potenziali cellule terroristiche.

Nella migliore delle ipotesi un apparente beneficio economico derivante dall’accoglienza di queste persone negli alberghi, si trasformerebbe presto in un ritorno di immagine negativa, dovuto all’accattonaggio indiscriminato che si riverserebbe sulla città, danneggiando così l’intero sistema di accoglienza turistica, già precario e attualmente oggetto di faticosa riqualificazione” scrive il sindaco di San Giovanni Rotondo al ministro Maroni.

Poi un secondo appello all’amministrazione regionale  “affinché si impedisca di affollare territori sensibili ad attacchi terroristici con flussi migratori potenzialmente pericolosi. Faccio presente che l’intero comparto ricettivo rivierasco della nostra regione è potenzialmente disponibile allo scopo e non vi è alcuna necessità di accanirsi nel voler  ‘spedire a tutti i costi’ extracomunitari a San Giovanni Rotondo”.

Per Pompilio sarebbe meglio dirottare gli immigrati nelle città costiere anche garganiche. I primi a ricordare al sindaco che “San Giovanni Rotondo è noto come ‘paese dell’accoglienza e della riconciliazione’, oltre ad essere un centro della cristianità” è il locale Pd, seguito dall’assessore Amati che chiede consiglio al Presidente della Conferenza episcopale pugliese, Mons. Francesco Cacucci, e al Ministro provinciale dei Padri Cappuccini di Foggia, Frate Francesco Colacelli.

“L’abnormità della lettera ricevuta dal Sindaco di San Giovanni Rotondo mi ha lasciato senza parole – commenta Amati -. Il sindaco di San Giovanni Rotondo argomenta il suo punto di vista razzista e xenofobo, riconoscendo alla sua Città le caratteristiche di centro della cristianità, non cogliendo, e pure non ci vuole molto, che la novella cristiana consiste nel contrario di quanto lui sostiene.

Nel frattempo, mi chiedo se è giusto occupare funzioni pubbliche, peraltro a pagamento, utilizzando il proprio tempo a congegnare e scrivere tali scempiaggini. La lotta politica – ha concluso Amati – ha un senso solo se i lottatori sono forniti di senno”. Intanto alla convenzione ha aderito soltanto un albergo di San Giovanni.

 

Rosaria Albanese

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